L’Isola di Malta e le potenzialità della blue economy

L’Isola di Malta e le istituzioni marittime locali tornano a interrogarsi sull’attualità della blue economy per le isole del Mediterraneo e per lo sviluppo sostenibile di Malta. Nel corso dell’ultima settimana, le autorità di Malta hanno organizzato un importante evento, organizzato dal Forum Marittimo di Malta e dal gruppo WestMed Iniziative di Malta, dedicato alle “Blue Skills: Bridging the Skills Gap through Education and Ocean Literacy”. L’evento ha raccolto le opinioni di numerosi protagonisti della blue economy del Mediterraneo, analizzando la programmazione, le preoccupazioni e le progettualità dell’industria marittima e del mondo accademico e riuscendo ad identificare alcuni possibili soluzioni da intraprendere per accelerare i fenomeni economici, commerciali e di network nel Mediterraneo. Durante i lavori, gli organizzatori hanno posto l’attenzione sull’importanza della cooperazione tra i vari settori della blue economy per presentare nuove occasioni occupazionali e generare nuove visioni nel mercato del lavoro legato al mare, alla cantieristica navale, alla ricerca scientifica e per la tutela della biodiversità marina. Durante i lavori, un altro aspetto importante che è emerso è il ruolo delle università, dei centri di ricerca e delle organizzazioni non governative nell’avviare progetti di alfabetizzazione oceanica e colmare il divario di conoscenze che le imprese, i giovani e i cittadini devono affrontare per lo sviluppo sostenibile e marittimo di Malta. Il meeting maltese ha approfondito anche le nuove proposte e le idee che sta intraprendendo l’Unione per il Mediterraneo sulle potenzialità della cooperazione scientifica e commerciale con i colleghi dell’Atlantic Assistance Mechanism.

Tra gli autorevoli relatori che hanno partecipato all’evento maltese si è registrata la presenza dell’onorevole Aaron Farrugia, ministro dei Trasporti e delle infrastrutture di Malta, dell’onorevole Ivan Castillo, ministro del Settore marittimo, di Perit Karmenu Vella, già Commissario europeo all’Ambiente, agli affari marittimi e alla pesca e di Joseph Bugeja, Presidente e Ceo di Transport Malta. Nonostante la minaccia terroristica e l’instabilità politica, le acque del Mediterraneo continuano a essere una risorsa, anche da un punto di vista economico. Gli analisti rivelano che il comparto della blue economy impiega numerosi esperti e professionisti in tutto il Mediterraneo. E genera un valore aggiunto lordo di 500 miliardi di euro l’anno con ulteriori margini di crescita in alcuni settori come il turismo costiero preferito dal 63 per cento dei turisti in Europa, essendo la prima principale attività economica marittima per 2,35 milioni di persone e rappresentando l’1,1 per cento dell’occupazione totale dell’Unione europea.