Il valore dei titoli mobiliari (azioni e obbligazioni) nei mercati di borsa e dei beni nelle borse merci (oro, argento, metalli e derrate alimentari) subiscono delle variazioni che a volte sono decisamente irrazionali e lontani dai cosiddetti fondamentali dell’economia. Le valutazioni sono spesso influenzate artificialmente dagli speculatori dei mercati finanziari.
Il termine speculatore ha assunto una accezione negativa nell’immaginario collettivo. In realtà gli speculatori di borsa sono operatori professionali che giornalmente stimolano il mercato dei capitali e sono l’anima stessa del mercato. Senza gli “speculatori” non esisterebbe il mercato.
La speculazione assume aspetti particolarmente negativi quando gli operatori di borsa alimentano la propensione al rialzo dei titoli o la propensione al ribasso nel mercato, lucrando sulla differenza di prezzo tra gli acquisti e le vendite. Se operano da rialzisti acquistano i titoli a pronti e li vendono a termine. Se agiscono invece da ribassisti vendono i valori mobiliari a pronti e li riacquistano a termine ad un prezzo inferiore.
L’obiettivo degli speculatori è quello di lucrare sulle differenze di prezzo a breve termine relativi all’acquisto e alla vendita dei titoli. Il risparmiatore che non ama il rischio (nel gergo borsistico cassettista) investe il proprio capitale con l’obiettivo di mantenere il valore reale nel tempo e possibilmente ottenere una accettabile remunerazione finanziaria dal proprio capitale.
È bene che i risparmiatori sappiano che non esiste un investimento di natura finanziaria o in beni reali come l’oro che siano esenti dal rischio di perdite sul capitale investito. La borsa valori è considerata il barometro dell’economia dei sistemi capitalistici. Generalmente il mercato finanziario anticipa l’andamento futuro dell’economia. La crescita degli indici di borsa indica teoricamente la possibilità che l’economia è in potenziale ripresa. La perdita di valore delle borse dovrebbe anticipare un periodo di stagnazione economica o di recessione.
Da tempo gli indici delle borse valori nel mondo occidentale sono in continua crescita e continuano ad inanellare record su record. Negli Stati Uniti la fanno da padrone le Big Tech (Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Nvidia e Tesla) le cui valutazioni hanno raggiunto livelli stratosferici anche grazie ai massicci investimenti fatti nel settore dell’intelligenza artificiale. Valori che per alcuni osservatori non rispecchiano i fondamentali delle società. Anche in Europa e in Italia la crescita degli indici di borsa è stata particolarmente importante.
Ad una crescita significativa dei valori di borsa si è accompagnata nell’ultimo periodo l’apparente anomalia della corsa agli acquisti di metalli preziosi (oro e argento). L’oro, bene rifugio per eccellenza, aveva nelle recenti settimane infranto ripetutamente i valori record storici superando di slancio i 5.500 dollari l’oncia. C’è stata una correzione al ribasso delle quotazioni nei giorni corsi riportando il valore sotto i 5.000 dollari.
Nella storia economica l’investimento in oro e in dollari attraverso l’acquisto dei titoli di Stato statunitense era alternativo agli investimenti in valori mobiliari a causa di crisi internazionali. In questo momento: crescono gli indici di borsa e il valore dell’oro a discapito di investimenti tradizionali dei risparmiatori in titoli del debito sovrano americano anche per l’indebolimento del dollaro rispetto alle principali valute concorrenti della divisa statunitense.
Eppure, continua la guerra tra la Federazione russa e l’Ucraina. Guerra che per durata ha superato quella della Seconda guerra mondiale. Ancora non è iniziata la seconda fase nella trattativa per la cessazione della guerra a Gaza. Step fondamentale per la fine del conflitto perché prevede il totale disarmo dei tagliagole di Hamas. Si rischia una guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Il presidente Donald Trump ha schierato una flotta nel golfo persico ancora più forte di quella impiegata in Venezuela. Molti risparmiatori sono attratti da facili guadagni investendo in oro fisico o in prodotti finanziari che hanno come sottostante il metallo prezioso. Il rischio di subire delle perdite di capitale è molto alto per operatori non professionali. Nelle condizioni date un rifugio relativamente tranquillo per i risparmiatori è l’investimento in Btp italiani. Continua la fiducia degli investitori nel titolo sovrano italiano. Ieri a fronte di 14 miliardi di Btp con scadenza a 15 anni la richiesta è stata di ben 157 miliardi.
Aggiornato il 04 febbraio 2026 alle ore 10:20
