Il Duellino

Ogni persona ben nata non dovrà vedere il faccia a faccia di stasera. Io mi cercherò un buon film o un buon libro. Perché starsene a sentire due persone che hanno ottenuto e mirano ad ottenere un posto troppo superiore ai mezzi e alle possibilità? Il prodotto dell’ambizione va allo scontro con l’ambizione del prodotto. Due pacchettini ben incartati che, ad aprirli, sono scatoline vuote. Due involucri senza sorprese.

Matteo Renzi è un disco rotto. Gira intorno allo stesso palo, come il somaro alla ruota. Però corre veloce. Si muove vorticosamente. Ricorda l’aforisma del vecchio Voltaire il quale osservava che costituisce pregiudizio credere che le anguille guariscano dalla paralisi sol perché si agitano sempre. Luigi Di Maio incede, lui a passo allegro, come se stesse sempre lì lì per perdere il treno. Quando gli hanno domandato se accettava “il duello” e dove, ha risposto: “Gli staff si sentiranno e prenderanno accordi”. Gli “staff”? Si sente già al rango superiore.

Uno, potendo scegliere tra teatri, cinema, tv, sta in casa a sorbirsi lo scontro verbale tra due che hanno già detto tutto quello che sapevano dire, e non è stato molto? La considerazione umoristica, a cui nessuno che sia dotato appena un po’ di senso del ridicolo, è che questi due politici incompiuti si atteggiano ad aspiranti capi di Governo. Voi mi obietterete che Renzi lo è già stato. Appunto! Di Maio invece non lo diventerà mai. Passato storico e futuro impossibile. L’uno, sconfitto a Waterloo, sogna il ritorno mentre lo aspetta Sant’Elena; l’altro sogna Austerlitz da furiere. Il duellino tra i due è un’inutile esibizione di vanità contrapposte, non un Grande Duello Vip.

Il vento della democrazia ha gonfiato due vele di carta, due veline. “La7” sbaglia a sentirsi orgogliosa di ospitare i due galletti di batteria. Non farà gli ascolti sperati. La gente, quella non di bocca buona, si godrà “Striscia la notizia”, dove i nostri Due avrebbero potuto incontrarsi se almeno facessero ridere.

(*) Anche se all’ultimo minuto il duellino è stato rifiutato da Di Maio, pare, tuttavia le considerazioni restano interessanti (ndr).