La campagna elettorale con l’etica che diventa paranoia

I fatti dimostrano che è stata una trovata poco meditata la pretesa del Partito Democratico di Matteo Renzi di istituire in campagna elettorale una Commissione d’inchiesta sulle banche. Gli amici del segretario del Pd pensavano di poter usare lo strumento parlamentare per ribaltare sulla Banca d’Italia e sulla Consob la valanga di accuse che si era accanita su di loro per le vicende bancarie, in particolare per quelle di Banca Etruria. Ma avevano fatto male i calcoli. E oggi stanno facendo la fine dei pifferi di montagna che andarono per suonare e vennero suonati. È facile prevedere che da oggi al momento del voto i partiti d’opposizione, in particolare il Movimento Cinque Stelle e gli antirenziani di Pietro Grasso, andranno avanti con sempre maggiore energia in quella campagna che punta a ferire mortalmente il leader del Pd attraverso il fianco debole rappresentato da Maria Elena Boschi.

È la democrazia, bellezza!? Niente affatto. È la campagna elettorale. E di fronte ai toni esacerbati e alle strumentalizzazioni forzate dirette a colpire l’attenzione dell’opinione pubblica per ricavare vantaggi elettorale non c’è nulla da fare tranne dolersi del fatto che sulla Commissione Casini i renziani ci dovevano pensare prima.

Ma questa considerazione non può far dimenticare che l’esasperazione da campagna elettorale dovrebbe rappresentare una eccezione mentre, invece, è diventata ormai la cifra costante di una anomala e malata normalità.

“In un Paese normale - ha detto Marco Travaglio a Maria Elena Boschi nel corso di una trasmissione televisiva - lei si dovrebbe dimettere”. Ma è proprio il presunto Paese normale evocato da Travaglio che appare segnato da una anormalità da perenne campagna elettorale che va denunciata come pericolo mortale per la democrazia italiana. Passi per l’esasperazione temporanea da esigenza di voto. Ma quando si arriva a scambiare l’etica con la paranoia e a farlo costantemente perdendo qualsiasi rapporto con il buon senso e la realtà, si iniettano dosi continue di intolleranza psicotica nella società creando le condizioni per il tracollo del sistema democratico.

In un Paese normale, l’etica rimane etica e non diventa mai follia più o meno lucida!