Zimbabwe, colpo di Stato: Mugabe in custodia, la moglie fugge in Namibia

L’esercito dello Zimbabwe ha annunciato di avere in custodia il presidente Robert Mugabe e la moglie Grace, mentre la donna - secondo un parlamentare di opposizione - avrebbe lasciato il Paese. “Sono confinato in casa ma sto bene - ha detto Mugabe in una telefonata al suo omologo sudafricano, Jacob Zuma.

“La sicurezza di Mugabe e signora è garantita”, hanno dichiarato in tivù i militari. Le forze armate hanno annunciato fra l’altro che stanno proteggendo uffici governativi e strade della capitale. Oltre a sostenere che vengono presi di mira solo “criminali attorno” al capo di Stato e che dopo la cattura di costoro la situazione tornerà alla normalità, il messaggio letto da un portavoce si rivolge fra l’altro alla “magistratura” e afferma: “Quale braccio indipendente dello Stato siete in grado di esercitare la vostra autorità indipendente senza timore di essere ostacolati come è avvenuto con questo gruppo di individui”. “Agli altri servizi di sicurezza”, il messaggio chiede di “cooperare per il bene del nostro Paese essendo chiaro che intendiamo affrontare” le “minacce per la sicurezza nel nostro Paese perciò ogni provocazione avrà un’appropriata risposta”.

“Non c’è stato alcun golpe, solo una transizione senza spargimento di sangue” scrive in un tweet il partito di Mugabe al governo dello Zimbabwe, Zanu-Pf. Il partito aggiunge che “persone corrotte e disoneste” sono state arrestate e che il presidente Mugabe - definito un “uomo anziano di cui la moglie si approfittava” - è stato messo in custodia. “Le poche esplosioni che sono state sentite erano dovute ai disonesti che hanno resistito agli arresti, ma che sono ora detenuti”, conclude il tweet. Tra gli altri, i militari hanno arrestato il ministro delle Finanze Ignatius Chombo, personaggio di punta della fazione “G40” (Generation 40) del partito di governo Zanu-Pf. Il gruppo, guidato dalla consorte di Mugabe, Grace, secondo indiscrezioni accreditate da altri media stava lavorando per impedire che salisse al potere la “Lacoste Faction”, ossia i sostenitori del vicepresidente defenestrato Emmerson Mnangagwa (detto “il coccodrillo”). Il G40 voleva Grace come presidente.

Proprio l’ex vicepresidente, defenestrato la settimana scorsa e riparato all’estero, ha elogiato l’intervento dei militari rivelando l’esistenza di una trattativa tra le forze armate e Mugabe che avrebbe cercato di fermarli. “Salutiamo e applaudiamo il coraggio della nostra Zdf che, in maniera decisiva ha respinto concessioni dell’ultimo da parte di un dirigente il cui unico obiettivo era di creare una dinastia familiare”, ha scritto Emmerson Mnangagwa su Twitter. “Una fase di transizione guidata dall’esercito spianerà ora la strada a un’elezione libera, corretta e democratica”.