Argentina, sottomarino ancora disperso

S’infittisce il mistero del sommergibile San Juan con cui non si hanno contatti ormai da giorni. E crescono sempre più i timori per la sorte dei 44 membri dell’equipaggio. Nessuna ipotesi è per ora esclusa. Il sottomarino nell’ultimo contatto giovedì scorso era nell’acque dell’Atlantico meridionale a 432 km dalla costa, all’altezza del Golfo di San Jorge. per cercare di localizzarlo sono impegnate circa 40 navi con caratteristiche tecniche diverse, una decine di aerei e persino una ventina di pescherecci. Oltre all’Argentina e agli Usa, ci sono altri cinque Paesi coinvolti nella mega-operazione (Brasile, Cile, Perù, Uruguay, Inghilterra e Francia). I mezzi stanno setacciando un’area immensa, che per l’80 per cento è già stata controllata. E d’altra parte, nemmeno le condizioni meteo aiutano con tempeste e onde alte cinque metri.

Il San Juan, costruito in Germania nel 1985 e poi portato in Argentina, doveva seguire la rotta prevista dalla base di Ushuaia (estremo sud del Paese) fino alla città portuale di Mar del Plata. La Marina militare argentina ha reso noto che i brevi messaggi satellitari captati sabato non provenivano dal sottomarino disperso. Come ha riferito il portavoce della Marina Enrique Balbi, i sette messaggi satellitari in bassa frequenza sono stati esaminati ed è stato stabilito che non corrispondono al sottomarino Ara San Juan. Mercoledì scorso, prima dell’interruzione delle sue comunicazioni con il comando militare, l’Ara San Juan aveva informato di un’avaria nelle sue batterie. “Mercoledì scorso siamo stati informati di questa avaria, ed è per questo che si è cambiata la rotta della nave, dirigendola verso Mar del Plata”, ha detto alla stampa Gabriel Galeazzi, portavoce della Marina militare a Mar del Plata, base operativa del sottomarino.