Germania in crisi: Merkel senza governo

Germania disorientata dopo la rottura delle trattative per il governo “giamaica” ad opera dei liberali di Christian Lindner. Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha rivolto un appello a tutti i partiti in Germania: “Mi aspetto che siano disponibili al dialogo per formare un governo in tempi vicini. Tutti i partiti sono tenuti a servire il Paese. Chi si presenta alle elezioni per avere la responsabilità politica non può tirarsi indietro quando ce l’ha nelle sue mani”. Tre gli scenari ora possibili: una Grosse Koalition con l’Spd, un governo di minoranza, oppure nuove elezioni. Martin Schulz, però, ha ribadito in una conferenza stampa che “il suo partito non teme nuove elezioni” e “non è disponibile per una nuova Grosse Koalition”. Secondo Schulz il deludente risultato elettorale di fine settembre è stata “una chiara risposta negativa” dei tedeschi all’esperienza della grande coalizione Spd-Cdu/Csu. Con il 14% in meno la Germania ha fatto capire di non volere più una coalizione rosso-nera, ha continuato il leader socialdemocratico. Per questa ragione, l’Spd si dice pronto a nuove elezioni. Rispondendo ad una domanda, Schulz ha aggiunto che Merkel non lo ha chiamato dopo il fallimento dei colloqui esplorativi.

La stessa Merkel, inoltre, preferirebbe andare a nuove elezioni piuttosto che optare per un governo di minoranza. Lo ha detto all’emittente Ard. La cancelliera si è dichiarata disponibile a guidare il suo partito in caso di nuove elezioni. Merkel ha anche chiarito che non si è parlato delle sue dimissioni dopo il fallimento delle trattative. “Io penso che la Germania abbia bisogno di stabilità”, ha aggiunto. Per il leader del partito di destra Alternative fuer Deutschland, Alexander Gauland, invece, “è tempo che la Merkel se ne vada”. 

“Siamo consapevoli della situazione difficile in cui si trova ora il Paese e una decisione del genere non si prende con leggerezza”, ha detto il leader della Fdp Christian Lindner, motivando davanti alla stampa la decisione di lasciare il tavolo della trattative per il governo. “Abbiamo fatto molte compromessi sulla finanza, sull’Europa”, ha continuato. “Ma noi vogliamo essere fedeli alle nostre idee e ai nostri elettori”, ha aggiunto. “Come si fa a governare quattro anni insieme, se non c’è un fulcro comune, se non c’è una idea comune di come gestire il futuro? Quali sono le idee comuni venute fuori in questi 50 giorni”. Lindner ha ricostruito brevemente i negoziati, affermando che la sua decisione è maturata a partire da giovedì scorso, allo scadere del primo ultimatum. “Fra il 2009 e il 2014 si è affrontato il salvataggio dell’Euro; fra il 2013 e il 2017, la questione dei profughi. Chissà cosa succederà nella prossima legislatura”, ha continuato, insistendo sulla necessità di una reciproca fiducia fra i partner di governo. Lindner ha anche affermato che la Fdp è stata “descritta come partito euro-critico, come disumano”, e questo non rispecchia il clima di fiducia che serve per mettere in piedi un Esecutivo.

Intanto, rispetto ai tre scenari possibili nel futuro politico della Germania, l’istituto Forsa ha sondato l’opinione degli elettori tedeschi. Secondo il sondaggio i cittadini si sono espressi nel 45% dei casi in favore di nuove elezioni, per il 27% per una riedizione della Grosse Koalition, e solo nel 24% in favore di un governo di minoranza. Il 53% degli elettori non ha capito il motivo della rottura del partito liberale nella costruzione del nuovo governo, mentre il 43% degli elettori lo comprende. In caso di nuove elezioni, sempre secondo le previsioni dell’istituto Forsa, i risultati non sarebbero molto diversi dalla precedente tornata elettorale: Cdu-Csu 31%, Fdp 10%, Verdi 12%, Spd 21%, Afd 12%.