Kenya: voto-bis ok, Kenyatta è il presidente

La Corte suprema del Kenya ha respinto i due ultimi ricorsi presentati contro il risultato dell’elezione presidenziale del mese scorso e, tra nuovi incidenti che hanno causato almeno due morti, ha così legittimato il secondo mandato a capo di stato del presidente uscente Uhuru Kenyatta. La cerimonia del giuramento è stata fissata per il 28 novembre. Una svolta decisiva nella peggiore crisi politica dell’ultimo decennio in Kenya, la più forte economia dell’Africa orientale. L’incertezza si protraeva ormai da oltre tre mesi dopo che l’opposizione - con un ricorso - era riuscita a far annullare per “irregolarità” le elezioni dell’8 agosto vinte da Kenyatta con il 54% dei voti e poi aveva boicottato quelle del 26 ottobre.

Il partito del leader dell’opposizione Raila Odinga, sempre sconfitto nelle tre sfide elettorali con Kenyatta e da ultimo trasformatosi in un agitatore di popolo dichiaratamente “movimentista” che preoccupava le cancellerie occidentali, ha ribadito che non intende riconoscere il risultato. E la Nasa, la coalizione di partiti socialdemocratici d’opposizione detta “NAtional Super Alliance” guidata da Odinga, ha confermato che considera “illegittimo questo governo” e che “il pronunciamento della Corte non cambia la nostra posizione. Anche perchè non costituisce una sorpresa”. L’annuncio della decisione della Corte Suprema è stato accompagnato da nuovi incidenti e i media segnalano due morti, uno a Nairobi e l’altro a Migori, che si aggiungono agli almeno nove contati da fonti ufficiali negli obitori tra venerdì e domenica (Odinga ha denunciato 31 vittime negli ultimi quattro giorni). Il tutto dopo che gli scontri fra oppositori e polizia, fra agosto e settembre, avevano causato fra i 66 e i 70 morti.