Niger: le regole d’ingaggio della missione italiana

Niamey – Il ministro degli Esteri Alfano inaugura oggi l’ambasciata italiana in Niger. Le regole d’ingaggio della missione italiana nel Paese africano sono note: sorveglianza delle frontiere e azione di contrasto dei traffici illegali, inclusi quelli di esseri umani.

Il Niger figura tra i Paesi di transito per i migranti che, dall’Africa Occidentale provano ad arrivare in Europa, attraverso la Libia. I dati dell’ottobre 2017 dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) parlano chiaro: a settembre, 4.972 persone sono transitate per Seguedine, città che si trova nel Nord-Eest del Niger. I numeri sono inferiori rispetto ai 32.784 migranti registrati dall’Oim a settembre 2016. Tra gennaio e settembre 2017, il 97 per cento dei migranti provenienti dal Niger sono stati nigerini. Stesso periodo del 2016, ma numeri diversi. Il 22 per cento dei migranti esce dalla Nigeria, il 19 per cento dal Niger, il 15 per cento dal Gambia e il 13 per cento dal Senegal. Il cambiamento dello scenario dipende, inevitabilmente, dal potenziamento che le autorità nigerine hanno deciso di mettere in campo a proposito delle azioni di contrasto ai traffici di esseri umani.

È il risultato dell’opera di “moral suasion” condotta dall’Unione europea. In quest’ottica, va inserito lo stanziamento di 1 miliardo di euro che l’Ue ha diretto a beneficio del Niger nel triennio 2017-2020. La Commissione europea ha annunciato ufficialmente che intende sostenere anche la riforma dei sistemi di sicurezza e giustizia del Paese africano. L’obiettivo europeo è soprattutto quello di arginare la migrazione irregolare e la tratta degli esseri umani.