Germania: la scomparsa dell’ex presidente del Bundestag Philipp Jenninger

La Germania piange Philipp Jenninger. Il politico, scomparso a 85 anni, è stato, con alterne fortune, un alfiere dei democristiani tedeschi. Presidente del Bundestag dal 1984 al 1988, è stato costretto alle dimissioni a seguito di un discusso intervento tenuto il 10 novembre di quell’anno, in occasione dei cinquant’anni della Notte dei cristalli, i pogrom contro gli ebrei in Germania, Austria e Cecoslovacchia.

Allora, Jenninger fornisce una spiegazione che desta lo sconcerto sia dei cristiano-democratici sia dei socialdemocratici. Dal 1969 al 1990, per ventuno anni è stato deputato della Cdu (Unione Cristiano-Democratica), il partito presieduto oggi dalla cancelliera Angela Merkel. Jenninger viene eletto presidente della Camera dei deputati nel 1984. Ma appena quattro anni dopo vede interrompersi, in maniera fulminea, la propria carriera politica. In quel contestato discorso fa cenno, in modo improvvido, alle presunte motivazioni dei nazisti.

Quelle considerazioni sollevano una clamorosa protesta presso l’opinione pubblica tedesca. Ma il fatto ha un’eco internazionale. Così a Philipp Jenninger non resta che una strada: le dimissioni. Nonostante Jenninger vanti, in quella fase storico-politica, una profonda amicizia con l’allora cancelliere Helmut Kohl.