Kosovo: richiesta di estradizione per un sospetto trafficante d’organi

Richiesta di estradizione per un sospetto trafficante d’organi. È quanto è stato deciso dall’autorità kosovara a proposito di Moshe Harel, detenuto attualmente a Cipro, a seguito dell’arresto avvenuto all’inizio del mese. Ad annunciarlo è il ministro della Giustizia kosovaro Abelard Tahiri.

Harel è un israeliano in fuga dal 2010. Si tratta del principale sospettato nel cosiddetto “Caso Medicus”, avvenuto in Kosovo. Nel luglio dello scorso anno, un tribunale di Pristina ha iniziato un nuovo procedimento contro la clinica Medicus. Il processo coinvolge il proprietario Lutfi Dervishi, il figlio Arban Dervishi e il capo anestesista Sokol Hajdini. L’accusa è gravissima: coinvolgimento nel traffico di organi. Nel marzo di due anni fa una sezione della Corte d’Appello di Pristina aveva confermato le condanne a otto anni di detenzione per Dervishi e il figlio e a cinque per Hajdini. Ma una sentenza della Corte Suprema ha annullato il verdetto, in quanto sono state commesse delle irregolarità procedurali.

Dalla prima sentenza era emerso un quadro terribile: “più trapianti illegali di reni” realizzati nella clinica nel 2008 su cittadini che provenivano da Turchia, Russia, Moldova e Kazakstan. La ricompensa era di 15 mila euro. L’accusa sostiene che i beneficiari dei trapianti di reni, soprattutto israeliani, avrebbero pagato più di 70mila euro ad intervento.