Yemen, inizia l’assalto a Hodeida

Hodeida è sotto attacco. I soldati della coalizione al cui vertice figura l’Arabia Saudita e sostenuta dall’Occidente hanno iniziato l’assalto alla città yemenita, che si trova sotto il rigido controllo dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran. Nel frattempo, le truppe avanzano dal Sud. I raid aerei e le navi dell’alleanza colpiscono le postazioni dei ribelli sciiti. Il comandante degli Houthi ha lanciato le proprie minacce. Intende colpire per rappresaglia le petroliere di passaggio nel mar Rosso. Il porto di Hodeida è di fondamentale importanza per gli approvvigionamenti dei ribelli, perché consente l’arrivo dell’80 per cento dei rifornimenti.

Le forze militari degli Emirati arabi uniti, schierate nella coalizione filo-saudita, sono avanzate lungo la costa, fronteggiando una serie di feroci combattimenti. Secondo fonti locali sono morte oltre 600 persone. L’avanzata in città è possibile che si trasformi in una strage, per la presenza di 600mila civili. L’Onu comunica che fra centro e periferia sono presenti almeno 300mila bambini, che accusano la mancanza di cibo, acqua e farmaci. Nei piani dei sauditi, il controllo della città spezzerebbe i rifornimenti degli Houthi. Con l’inevitabile risultato di rinchiuderli nella zona di Sanaa. Il conflitto ha provocato una crisi umanitaria nel Paese. Secondo l’Organizzazione mondiale per la sanità sono almeno 8,4 milioni le persone in condizioni di grave rischio alimentare. Per il portavoce del Comitato internazionale per la Croce rossa Marie-Claire Feghali, la battaglia “rischia di peggiorare una situazione già catastrofica”.