Il terzo summit tra le Coree “promette” la pace

Tra il 18 e il 20 settembre i leader delle due Coree s’incontreranno per la terza volta. Il vertice è previsto a Pyongyang. Ma la vera notizia riguarda, ancora Kim Jong-un. Il quale ha dichiarato che s’impegna a smantellare l’arsenale nucleare entro il 2021. Curiosamente, quella data coincide con la conclusione del primo mandato presidenziale di Donald Trump. In buona sostanza, la visita della delegazione di Seul nella capitale del Nord, rilancia le trattative tra il regime, la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Sembra un segnale di distensione. Seppure, qualche settimana fa, dopo una dura lettera del regime, gli Stati Uniti hanno deciso di cancellare la visita ufficiale del segretario di Stato Mike Pompeo in Corea del Nord.

Chung Eui-yong è l’inviato del presidente sudcoreano Moon Jae-in a Pyongyang. A suo avviso, “Kim Jong-un ha espresso frustrazione rispetto ai dubbi mostrati dalla comunità internazionale sulla sua volontà. La Nord Corea ha adottato delle misure preventive necessarie alla denuclearizzazione e apprezzerebbe che questa buona fede fosse accolta con buona fede”. In realtà, a garantire la pace è Pechino. Nonostante la recente decisione di Xi Jinping di non partecipare personalmente alle celebrazioni di domenica prossima per il settantesimo anniversario del regime sia stata letta come una presa di distanza. Secondo Chung Eui-yong, “se verrà dimostrata la reciprocità, Kim ha espresso la forte volontà di prendere altre più decise misure per la denuclearizzazione”.