A Mariupol “nessuna sfilata ma un carnevale”

A Mariupol nessuna sfilata per la Giornata della Vittoria ma c’è un carnevale. Lo ha annunciato un consigliere del sindaco, Petro Andriushchenko, sostenendo che c’è stata solamente una cerimonia con la deposizione di corone davanti a un monumento che da poco è stato ristrutturato dai separatisti filorussi. Questo il commento: “Per celebrare il 9 maggio, gli occupanti hanno acceso una fiamma di fronte al monumento Savur Mohyla, con una torcia proveniente dal fuoco eterno di Mosca. La grottesca combinazione delle tradizioni olimpiche e quella dell’ascensione è la migliore dimostrazione dell’essenza del Giorno della Vittoria”.

Il Consiglio comunale, nel frattempo, ha denunciato che “gli occupanti celebrano il Giorno della Vittoria sulle ossa degli abitanti di Mariupol, centinaia di cittadini uccisi dai militari russi continuano ad essere portati nella fossa comune nei pressi del villaggio di Vynohradne”. Da segnalare che a Kherson l’esercito russo ha celebrato il 9 maggio con una piccola parata.

Le parole di Putin

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha aperto così il discorso nel giorno della parata: “Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria. La Russia è sempre stata favorevole alla creazione di un sistema indivisibile per la sicurezza, ma la Nato non ha voluto ascoltarci. L’aggressione nelle nostre terre storiche della Crimea è stata una minaccia ai nostri confini, inammissibile per noi. Il pericolo è cresciuto ogni giorno, il nostro è stato un atto preventivo, una decisione necessaria e assolutamente giusta”. Poi ha continuato: “L’orrore di una guerra globale non si deve ripetere”.

La replica di Zelensky

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un video di oltre cinque minuti messo sui social, ha sottolineato: “Stiamo lottando per la libertà dei nostri figli e quindi vinceremo. Non dimenticheremo mai cosa hanno fatto i nostri antenati durante la Seconda guerra mondiale, in cui morirono più di otto milioni di ucraini. Molto presto ci saranno due giorni della vittoria in ucraina. E qualcuno non ne avrà nessuno. Abbiamo vinto allora. Vinceremo ora. E Khreshchatyk vedrà la parata della vittoria: la vittoria dell’Ucraina!”.

“Il linguaggio della guerra e quello della pace”

Emmanuel Macron, nella conferenza stampa finale della conferenza sul Futuro dell’Europa, ha detto: “Oggi abbiamo visto due volti diversi: il linguaggio della guerra, a Mosca, e quello della pace qui, a Strasburgo”. In più: “Continueremo ad adottare le sanzioni contro la Russia per fermare la guerra ma agiremo anche responsabilmente per evitare che il conflitto si espanda oltre. La pace va anche costruita portando al tavolo la Russia e l’Ucraina: con quali termini, lo decideranno loro”.