Daghestan: scontri e proteste

Scontri e proteste. È accaduto nel Daghestan, regione russa, dove alcuni manifestanti – secondo quanto riportato dalla Bbc – sarebbero scesi in piazza per mostrare la loro contrarietà contro la mobilitazione parziale che nei giorni scorsi è stata annunciata da Vladimir Putin.

Da qui i video sui social, che evidenzierebbero la distanza “ravvicinata” tra polizia (insieme ad altri funzionari della sicurezza) e gruppi in protesta. Il tutto sarebbe avvenuto a Makhachkala, capitale regionale. Ovd-Inf, osservatore russo indipendente dei diritti umani, ha segnalato che gli agenti avrebbero utilizzato pistole stordenti e manganelli sulla folla. Con un computo finale di 100 arrestati.

In ultimo, un uomo avrebbe sparato al comandante militare locale, ferendolo in maniera, dopo avergli risposto che si sarebbe rifiutato di combattere nella guerra in Ucraina. L’episodio sarebbe avvenuto in un centro di reclutamento di una città siberiana, Ust-Ilimsk.

“Il commissario militare Alexander Yeliseyev è in terapia intensiva, in condizioni molto gravi. L’uomo che ha sparato è stato arrestato. Sarà punito obbligatoriamente”, ha fatto sapere il governatore della regione di Irkutsk.