Isis e Al-Qaeda contro il Mondiale in Qatar

L’Isis e Al-Qaeda chiedono ai propri adepti e affiliati di boicottare il Mondiale in Qatar. Lo rivela il Meir amit intelligence and terrorism information center (Itic) – gruppo di ricerca con sede in Israele, che ha legami con le forze di difesa israeliane – il quale ha tradotto un editoriale pubblicato su Al-Naba, il settimanale ufficiale dell’Isis, che chiama ad agire secondo la raccomandazione del profeta Maometto e ad allontanare politeisti, ebrei e cristiani dalla Penisola arabica.

Allo stesso tempo, attraverso Al-Malahim, il braccio mediatico di Al-Qaeda nella Penisola arabica, l’organizzazione terroristica ha pubblicato il 19 novembre scorso un appello a boicottare la Coppa del Mondo, dal momento che vengono promosse “attività immorali contrarie allo spirito dell’Islam, inclusa la divisione (poiché i tifosi sostengono gruppi diversi, che spesso non sono musulmani), oscenità, consumo di alcol e omosessualità”. In un editoriale, intitolato “Azione su raccomandazione del tuo profeta”, vengono riportate dichiarazioni incendiarie contro cristiani ed ebrei. L’autore fa riferimento al Qatar, all’Arabia Saudita e agli Emirati come Paesi che hanno relazioni con gli infedeli e che promuovono “l’oscenità e l’omosessualità nella Penisola arabica”. Durante l’evento – si legge nell’articolo – ebrei e cristiani hanno disonorato il Qatar con la loro presenza, diffondendo azioni e oscenità nella Penisola arabica, con il sostegno dei governanti del Qatar, dell’Arabia Saudita e degli Emirati, definiti “rinnegati” da chi ha redatto l’editoriale.

Circa due settimane prima dell’inizio della competizione, secondo le fonti dell’Itic, sono stati pubblicati su vari account affiliati all’Isis (sul canale Telegram) messaggi che incoraggiavano l’attività terroristica durante le partite della Coppa del Mondo. In alcuni di essi, venivano invocati vari tipi di attacchi, inclusi quelli biologici, contro i cittadini dei Paesi della Global coalition to defeat Isis, come vendetta per i loro attacchi contro l’organizzazione. Tale coalizione anti-Daesh a guida americana, alla quale aderiscono differenti nazioni, tra cui l’Italia, lo scorso maggio si era riunita in Marocco per trovare strumenti e intraprendere azioni collettive per sconfiggere, definitivamente, lo Stato islamico.

É importante chiarire che i principali articoli a nome di Isis e di Al-Qaeda non richiedono, esplicitamente, di compiere attacchi terroristici durante la Coppa del Mondo. Ma tra gli esperti c’è il timore che gli operatori di queste organizzazioni, e i loro sostenitori, possano interpretare il contenuto delle pubblicazioni come un invito a compiere attacchi “in nome dell’Islam”.