Hormuz: gli Usa affermano di aver sminato lo stretto
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Gli Stati Uniti affermano di aver sminato lo stretto di Hormuz. Il Comando centrale dell’esercito a stelle e strisce, intorno alle quattro di notte italiane, ha diffuso un video su X per rivendicare questo risultato. A parlare, con l’ausilio di una carta nautica del sistema di separazione del traffico marittimo, è stato l’ammiraglio del Centcom Brad Cooper. Gli Usa avrebbero “rimosso con successo le mine navali presenti nelle rotte di navigazione internazionali dello stretto, posizionate mesi fa dal Corpo delle guardie della Rivoluzione islamica iraniano. Le rotte di transito riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono ora libere da mine iraniane, grazie allo straordinario lavoro dei militari statunitensi”, ha detto Cooper nel video. L’ammiraglio ha poi ringraziato i “molti dei nostri 50mila militari americani operanti nella regione che stanno svolgendo un lavoro eccezionale, attuando il blocco navale contro l’Iran e garantendo al contempo il flusso del traffico commerciale attraverso lo stretto di Hormuz”. L’operazione, ha spiegato Cooper, ha coinvolto sommozzatori della marina, navy seal e assetti aerei di esercito, marina, aeronautica e marines. Le rotte sono state bonificate “meticolosamente e discretamente dalla minaccia delle mine navali. Le condizioni sono state a dir poco difficili e pericolose, ma abbiamo portato a termine la missione”, ha chiosato.

Il comandante ha poi rivendicato il ritorno alla piena operatività dello stretto: “Oggi le rotte di navigazione internazionali sono aperte e l’attività è in crescita. Negli ultimi mesi, le forze statunitensi hanno assistito quasi 1.500 navi commerciali nel transito dello stretto, fornendo una protezione coordinata. Tali navi trasportavano complessivamente quasi 750 milioni di barili di greggio destinati ai mercati energetici globali: un volume enorme. E mentre le forze americane hanno garantito il transito in uscita dal Golfo di questo gran numero di greggio, l'Iran non ha esportato nemmeno un barile di petrolio dalle proprie coste da quando abbiamo ripristinato il blocco navale a metà luglio”. L’azione dell’esercito americano “si è rivelata estremamente efficace. Nessuna nave è entrata o uscita da un porto iraniano senza il nostro permesso: abbiamo consentito il transito solo per motivi umanitari, un risultato che rende onore alla dedizione e alla professionalità” dei militari americani.

Niente si muove, tuttavia, nella diplomazia tra Washington e Teheran. Anzi, secondo il Wall Street Journal Donald Trump non intenderebbe tornare ai termini del memorandum d’intesa con Teheran siglato a giugno. Una posizione che, evidentemente, rende più difficile il lavoro dei mediatori arabi e pachistani impegnati nel tentativo di riaprire i negoziati.

Aggiornato il 28 agosto 2026 alle ore 16:31