Il Marocco si consolida nel panorama internazionale. Dopo 35 anni, la missione delle Nazioni unite nel Sahara Occidentale (Minurso) volge al termine. Dal 2019 il mandato della Minurso è stato rinnovato ogni anno, con scadenza a fine ottobre. Venerdì scorso il Consiglio di sicurezza non è riuscito a estenderlo, nonostante la maggioranza dei Paesi membri fosse a favore.
Gli Stati Uniti avevano presentato una risoluzione che riconosceva l’autonomia sotto sovranità marocchina come unica soluzione praticabile e prevedendo che il piano marocchino costituisse la base esclusiva dei futuri negoziati. Il testo, nello specifico, estendeva le consultazioni a una pluralità di rappresentanti delle popolazioni sahrawi, oltre alle parti negoziali tradizionali, e un rafforzamento delle disposizioni umanitarie relative alle popolazioni dei campi di Tindouf. Questa risoluzione è stata bloccata dalla Russia, che in Consiglio di sicurezza ha posto il veto. Mosca, dal canto suo, ha proposto un’alternativa che prevedeva il semplice rinnovo del mandato della Minurso senza modifiche. Questa risoluzione ha raccolto soltanto tre voti favorevoli, quelli di Russia, Cina e Somalia, contro il voto contrario degli Stati Uniti e 11 astensioni.
Questa situazione porterà, entro un mese, alla cessazione di fatto della missione Onu nel Sahara Occidentale. “Il processo politico è stato purtroppo segnato dalle tergiversazioni delle altre parti, dalla loro ostinazione a creare il blocco e a far durare lo status quo”, si legge in un comunicato del Gabinetto reale marocchino riportato da Alma News 24. Ma il forte mandato ricevuto dalla risoluzione americana ha mostrato chiaramente da che parte sta la comunità internazionale. “Pur segnando la sua soddisfazione per questa evoluzione, il Marocco rimane fermamente attaccato al cessate il fuoco, nel rigoroso rispetto della sua integrità territoriale, della sua sicurezza nazionale e della tranquillità dei suoi cittadini”, si legge nel comunicato dell’ufficio del re Mohammed VI. Questa Missione ha a lungo costituito uno strumento di internazionalizzazione della controversia regionale, relativa “al legittimo recupero da parte del Regno del Marocco delle sue province sahariane”, ha precisato Rabat.
Il dato politico è che oltre due terzi del Consiglio sostengono ormai l’autonomia sotto sovranità marocchina come soluzione della controversia. Il risultato del “doppio veto” di venerdì evidenzia il consolidamento del consenso internazionale attorno all’iniziativa marocchina, già avanzata da Rabat nel 2007 e posta al centro del processo politico dalla risoluzione 2.797 del 31 ottobre 2025. La Comunità internazionale, insomma, si fida del Marocco per risolvere la controversia del Sahara Occidentale. Dalla “sconfitta” della Minurso, arrivata con il voto del 30 ottobre scorso, potrebbe scaturire una “vittoria” del Marocco: la fine del rinvio al Consiglio di sicurezza e il ritiro di questa questione dal suo ordine del giorno.
Aggiornato il 02 novembre 2026 alle ore 14:26
