Cybersecurity: nello scorso dicembre, un’impennata malware per mining criptovalute

Nel dicembre 2017 si è registrato un aumento di malware per il mining di criptovalute. Lo rileva nel Global Threat Impact Index di Check Point Software Technologies. Secondo il report, è stato colpito il 55 per cento delle organizzazioni a livello globale lo scorso mese.

“Dal momento che gli utenti sono sempre più diffidenti verso i pop-up e i banner pubblicitari e utilizzano software per bloccarli, molti siti web - afferma Maya Horowitz, Threat Intelligence Group Manager di Check Point - fanno ricorso ai miner di criptovalute come fonte alternativa di entrate, spesso senza che gli utenti le cui macchine vengono sfruttate per il mining ne siano consapevoli e abbiano dato l’autorizzazione. Di conseguenza, anche i cybercriminali utilizzano i miner di criptovalute per drenare ancora più risorse dagli utenti per il proprio guadagno, ed è probabile che vedremo questa tendenza continuare a crescere nei prossimi mesi”.

L’azienda specializzata in Cybersecurity ha scoperto che i miner di criptovalute sono stati volontariamente immessi all’interno dei siti web legati a servizi di streaming multimediale, all’oscuro degli utenti. Alcuni siti, regolarmente su Internet, possono essere hackerati per richiedere più potenza e generare maggiori entrate ai malintenzionati.

L’Italia si trova al 75esimo posto in una speciale classifica dei paesi più colpiti dalle minacce informatiche.