Flippy, il robot cuoco licenziato perché efficiente

Il lavoro sta cambiando. Secondo un recente rapporto della McKinsey, 375 milioni di persone dovranno cercare un nuovo lavoro entro il 2030, perché quello che fanno oggi sarà in mano ai robot. Poche settimane fa, a Seattle, negli Stati Uniti, Amazon ha aperto un supermercato senza cassieri e dipendenti che funziona con le telecamere e una app. Ma non è tutto rese e fiori il panorama robotico mondiale. L’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante, ma non sembra essere sempre così pronta a soppiantare il lavoro degli uomini.

C’è un caso che farà riflettere. Accade in California. A Pasadena in particolare. Dopo poche ore di lavoro, Flippy, un automa impiegato in una catena di fast food, è stato licenziato. Riusciva a cuocere fino a 2000 hamburger al giorno, ma il resto dei dipendenti non stava al passo nel confezionare altrettanti panini. “Quando sei in cucina e lavori con altre persone sei abituato a parlare per coordinare le attività. Con Flippy questo non è possibile, devi organizzarti seguendo il suo ritmo”, spiega a Usa Today, Anthony Lomelino di Cali Group. Proprietaria dei fast food in cui il robot era stato “assunto”. E così Flippy, pur restando un’esclusiva della catena Caliburger, è stato momentaneamente messo da parte.

Pochi giorni fa, un altro robot, Fabio, è stato licenziato in Gran Bretagna. Perché? Era impiegato in un supermercato di Edimburgo per accogliere i clienti e rispondere alle loro richieste, ma non ha retto il confronto con i suoi colleghi umani. Mentre questi ultimi riuscivano ad attirare circa 12 clienti in 15 minuti, l’automa ne attirava soltanto due.