12 giugno 2012POLITICA
«Luigi Crespi afferma il falso, consapevolmente», la sua
«sciatteria, quando sfiora il surreale è persino divertente» e
scrive «indubbiamente ispirato, e possiamo anche immaginare da
chi». Parole pesantissime e nemmeno firmate. Ma l'indirizzo web sul
quale è stato pubblicato l'editoriale parla chiaro: è il sito della
Fondazione Città Nuove, il movimento della governatrice del Lazio
Renata Polverini.
Parole di fuoco contro lo spin doctor del sindaco Gianni
Alemanno. Ma di cosa si farà una ragione la presidente?
Dell'attacco feroce che Luigi Crespi ha scagliato dal suo blog
domenica pomeriggio contro la convention di Città Nuove, e che su
Twitter ha rilanciato due volte, segnalandolo sul social network al
sindaco Alemanno, a Storace e perfino alla stessa governatrice.
Sabato mattina all'Eur Polverini ha lanciato sul piano nazionale la
sua fondazione. Crespi non ci va leggero: «Un vero flop, una
rappresentazione mediocre» che evidenzia «il totale distacco della
sora Renata dalla realtà e la sua incapacità di interpretare la
fase politica del Paese». Una «convention vintage, per fare un
complimento. Le sagome sul palco sottolineano l'assenza della
gente» e «l'immagine incombente sul megaschermo offre una versione
un po' coatta» che sembra «scimmiottare altre esperienze capaci di
lasciare il segno. Tenta di fare la Santanché, ma di sinistra, che
sta a destra: minaccia le dimissioni e fa sapere di essere pronta a
sfidare Alfano, ma rischia di cadere nel ridicolo». Insomma, «ieri
non è nata una stella. Per questo oggi si è rifugiata in un
convegno del Pd e da lì ha cominciato a sparare su tutto».
Ieri mattina, ospite del democratico Marco Di Stefano, accanto a
Enrico Letta, Polverini in effetti non è stata morbida con il
sindaco. Acea? Lei non l'avrebbe privatizzata. I debiti? Bisogna
trovare i soldi. I rifiuti? «Il governo parla, il Comune straparla
e noi paghiamo. Ci metta la faccia pure lui». Per questo, a Città
nuove, il post di Crespi viene letto come "ispirato". E la replica
è non meno brutale: «Lo citiamo contro ogni logica ispirata al
buonsenso - il contrattacco sul sito di Cn - Tutti hanno colto i
riferimenti sul palco al mondo del lavoro. Tutti tranne Crespi. Che
sia poco avvezzo al mondo del lavoro lo immaginavamo, ma che non
riconoscesse i simboli ci ha sorpreso. Qualcuno gli dica che
l'Italia era quella a forma di stivale su fondo azzurro». Il vero
"vintage" è, come ha fatto Crespi, parlare del vestito di Renata:
«Perché non si parla mai di quelli di Monti, Napolitano o
Alemanno?». Rottura tra Alemanno e Polverini?