Il voto "vecchio" dei giornalisti

Le elezioni dei giornalisti sono a metà guado. Il 19 ed il 20 maggio c’è stata la prima scrematura. Chi ha superato il 51% è stato eletto. Per gli altri, selezionati secondo un numero doppio rispetto alle poltrone contese, si va al ballottaggio del 26 e 27 p.v.. Questo è il sistema elettorale previsto dall’Ordine, anacrostico, defatigante e scoraggiante. Non si può votare on line, bisogna indicare nome e cognome, ci si deve recare, anche nelle grandi città, in un’unica sede. Per i padroni sindacali del corpo professionale dei media, sicuramente – è stato detto tante volte – si tratta di scoraggiare il voto. Risultato, al primo turno ottenuto: i competitori su elenchi di decine di migliaia di elettori prendono centinaia di voti; vincono e perdono per decine di preferenze.

Sui 10mila pubblicisti nel Lazio, vanno a votare in mille. La battaglia al Consiglio regionale del Lazio è solo tra due liste: Autonomia e Responsabilità, Giornalisti Uniti, detta anche ContrOrdine e la lista governativa Indipendenti per la Riforma Costruiamo il futuro, che suona come il nome della Fondazione del ministro Lupi. ContrOrdine ha piazzato tutti e 6 i suoi candidati con la prima votata Paola Spadari dell’Ansa(voti 650), Silvia Resta de La7 (voti 629), Maria Lepri della Rai (603), Marco Conti de Il Messaggero (577), Carlo Picozza de La Repubblica (593), Mario Forenza di Rainews (527). Gli Indipendenti del presidente dei giornalisti di Roma e Lazio Bruno Tucci (voti 598) e degli attuali consiglieri Odg Lazio, come Filippo Anastasi (voti 476) e del tesoriere Claudio Rizza (Il Messaggero, già all’ufficio stampa di Palazzo Chigi, v.421) sono stati surclassati. Coinvolti nella debacle gli altri della lista ( Sebastiano Messina de La Repubblica v.372, Marida Lombardo Pijola de Il Messaggero v.319 e Francesca Romana Gigli della Rai v.272). Stessa musica per il voto al Consiglio Nazionale.

Tra gli Indipendenti, se Tucci è arrivato quarto al regionale, il presidente nazionale Odg Enzo Iacopino è arrivato addirittura solo sesto con v. 518, sotto quelli di ContrOrdine (Carlo Bonini de La Repubblica v.682, Roberta Serdoz del Tg3 v.623, Giannetto Baldi Ansa v.544, Chiara Longo Bifano 544 RadioRai, Guido D’Ubaldo Corriere dello sport v.533, Fabiola Paterniti freelance v.531). Con gli altri (Maria Zegarelli de l’Unità v. 506, Cristina Cosentino freelance v.502, Laura Trovellesi dell’ufficio Stampa Senato v.489, Nadia Monetti della Rai v.484, Roberto Mastroianni 483, Pietro Suber di Mediaset v.482, Sonia Oranges freelance v.480, Loris Gai506 della Rai v.472, Ester Palma del Corrierone v.452, Adalberto Baldini de La7 v.447) in tutto i ContrOrdine sono 16 come lo sono gli Indipendenti che ora contano di rifarsi al ballottaggio. (gli altri sono Pierluigi Roesler Franz attuale consigliere v.475, Paolo Conti del Corrierone v.397, Alessandra Longo de La Repubblica v.305, Raffaella Cosentino free lance v.292, Adriana Pannitteri Rai v.287, Monica Paternesi Ansa v.279, Alessandro Banfi Mediaset v.258, Antonio De Florio Il Messaggero v.246, Vincenzo Miglietta Radio IlSole24h242, Dania Mondini Rai v.241, Emiliano Scalia Sky v.231, Giulio Cesare Valesini Ballarò v.220, Gianluca Gizzi Rds v.217, Antonella Giuli exLiberal v.212, Maria Micaela Fagiolo Popoli e missioni v.194). Se il voto non cambierà, ContrOrdine batte Indipendenti 14 a 2. Sono invece rimasti fuori, a soglia 120 voti cadauno, i candidati di Fnsi L’Alternativa che schieravano per il Lazio Michele Arnese di Formiche.net, Barbara Li Donni di Mediaset, Luigi Monfredi del Tg1, Pierangelo Maurizio di Tg5, Maria Serra dell’ufficio Stampa Cotral e Massimo Signoretti Pensionato; e per il Nazionale, Stefano Campagna del Tg1, l’auore del famoso libello contro Bianca Berlinguer.

Con lui il pensionato Lino Ceccarelli, Paolo Corsini del GRRai, Valter Delle Donne de Il SecoloD’Italia, Tommaso Della Longa del CRI, Marco Ferrazzoli dell’uff. stampa CNR, Patrizio Li Donni free lance, Alan Patrizio Patarga del Tg5 e Michele Ruschioni di NoiRoma.it. Tutti poi si rivedrano ai primi di giugno per l’elezione dell’assemblea CASAGIT, dove L’Alternativa candiderà fra gli altri Maurizio Pizzuto di Cultural News e poi a novembre per le elezioni di Stampa Romana. Come si vede non si smette mai di votare. Contrordine ha messo lo zampino anche tra i pubblicisti, sostenendo la Sfragasso (v.222), appoggiata anche da Stampa Romana, espressione nell’OdG capitolino della Fnsi, il sindacato giornalisti. SR, reduce dalla partecipazione allo scontro tra il presidente Tucci ed Eracito Corbi, direttore de Il Corriere Laziale, ha oscillato tra sostenere la lista Albo Unico di Russo e Pizzuto, i candidati Contrordine e gli uscenti come Coros consigliere di SR (v.151). Dominatrice è stata però la lista dei Pubblicisti Unitari Stampa Romana del capocomponente Gino Falleri, attuale vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti laziale, presidente nazionale Giornalisti Uffici Stampa e del Dipartimento Uffici Stampa Fnsi.

Unico eletto, tra pubblicisti e professionisti, al primo turno con la maggioranza assoluta dei voti con 709 preferenze, l’85enne Falleri ha condotto la volata per il regionale anche all’attuale consigliere Genco (v.358) ed al capo stampa ispettorato generale corpo forestale Cazora (v.281), che dirige la rivista Il Forestale, con in redazione Flavio Rosati e che punta a sostituire l’attuale consigliere Franco Rosati, presidente Giornalisti Agricoli regionali (Arga). Dieci i consiglieri uscenti falleriani al ballottaggio: Rossi, Armati e Corsetti, segretario, tesoriere e vicepresidente Angpi e Eapo (rispettivamente v.423, 370 e 266), De Vincentiis free lance (v.331), Esposito (298) e De Renzis (v.261), Nota Cerasi (249), Davoli (227) Solinas (141) e la sarda Palmisano (245); più altre 4 new entries del patron (Mattoni del CNR v.297, Scarsi free lance v.257, Naddeo dell’Autority vigilanza contratti v.213 e Berlingeri uff. stampa Presidenza Consiglio 158. In lizza per Albo Unico nel regionale la Palmieri, SaiTv (v.159) e nel nazionale Molina(167), Panei (165), Maiella uff. stampa Inps (v.152), Calaci (141), Carnevali (141), Di Felice (140) e Cannata Cgil(139). Se Contrordine e Stampa Romana sono di sinistra, Indipendenti di centro con tendenza morotea alla sinistra ed Alternativa, come SenzaBavaglio di destra, il gruppo Falleri è ondivago. Nato nel 2010 all’interno del centrista Rinnovamento, si è poi inserito in Autonomia.

Le liste come Albo Unico, di fronte a tanta liquidità, fanno fatica ad opporsi ad una gestione plurudecennale. Possono puntare sulla freschezza di candidati nuovi, ma non sulle idee. Falleri assomiglia tanto ai vecchi Dc che raccomandavano prudenza (e che nel caso specifico sconsigliano ai pubblicisti di passare professionisti), ma a sorpresa a votarlo trovi il tesorerie radicale De Lucia, come il neo consigliere regionale Tortosa (passato dai socialisti di destra a Di Pietro ai socialisti di Nencini). Anche Stampa Romana lo supporta, in nome forse dell’occupazione burocratica in coabitazione dei palazzi di governo della stampa. Domenica, al voto si rinnova. O forse si invecchia.