Etruria, indagato il padre della Boschi

Nuove indagini su Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena. Ed è bufera sul procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, che ascoltato nei giorni scorsi in commissione parlamentare d’inchiesta sui crac bancari, non ha informato la commissione del nuovo fascicolo aperto dalla procura. Il caso potrebbe ora finire sul tavolo del Csm. Ieri Rossi, con una secca dichiarazione, è intervenuto sulla vicenda: “Tutto quello che avevo da dire l’ho detto in commissione giovedì scorso”. Intanto M5S va all’attacco del Pd. “Ce le ricordiamo benissimo le esternazioni dei renziani nei giorni scorsi, dopo l’audizione in commissione Banche del procuratore di Arezzo che sembravano scagionare papà Boschi da ogni ulteriore coinvolgimento nella vicenda Banca Etruria. Vogliamo ascoltare cosa hanno da dire oggi gli stessi soloni che ieri esultavano”, dice il deputato del 5Stelle in commissione Finanze Alessio Villarosa. “La verità è agli atti. M5s mente”, ha replicato il Pd con Franco Vazio, membro della commissione sulle banche.
 
La nuova inchiesta sarebbe uno spezzone dell’indagine che riguarda la vendita di obbligazioni considerate rischiose ai clienti retail che non avrebbero avuto il profilo per acquisirle. Nel registro degli indagati ci sarebbero membri del cda della Banca presieduto da Giuseppe Fornasari tra cui, secondo appunto, anche Pier Luigi Boschi all’epoca vicepresidente della banca, sebbene senza incarichi operativi. L’apertura del fascicolo sarebbe scaturita dalle sanzioni comminate dalla Consob agli ex amministratori di Banca Etruria nel settembre scorso, per complessivi 2,76 milioni di euro. E riguarda il periodo 2012-2014, incentrato proprio sulle violazioni riscontrare nei prospetti informativi. La procura, sempre secondo quanto appreso, starebbe dunque valutando i profili penali relativi alle norme che puniscono il falso in prospetto e il ricorso abusivo al credito.