I lavoratori Embraco si appellano a Mattarella

I lavoratori Embraco chiedono l’intervento di Mattarella. L’azienda del gruppo Whirlpool, che produce compressori per frigoriferi, vuole azzerare la produzione in Italia nel 2018. La conseguenza è il licenziamento annunciato di 497 dipendenti e la chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri, nel Torinese.

“Ci appelliamo a lei – scrivono in una lettera – che è il capo dello Stato e il garante della nostra Costituzione, ai presidenti del Senato e della Camera: una multinazionale non può cancellare i diritti di 497 cittadini in questa maniera, dopo aver sfruttato tutto quello che poteva”.

Per i lavoratori, “la Whirlphool ha un debito con il nostro Paese e non può abbandonarlo così. Noi tutti non lo meritiamo. L’Embraco deve continuare a produrre a Riva di Chieri, Torino, Italia”.

Secondo la loro ricostruzione, “lo stabilimento è da sempre considerato anche nelle parole dell’azienda un’eccellenza del settore, con capacità, conoscenza, professionalità e qualità, che le logiche della delocalizzazione hanno visto l’azienda progressivamente trasferire le produzioni in altri stabilimenti, in particolare in Slovacchia. Per un territorio come il nostro, già pesantemente segnato dalla crisi, la perdita del posto di lavoro per 497 persone, oltre alle centinaia dell’indotto, rappresenta una catastrofe sociale”.