Il “Rationale” dell’Antifascismo

Senza un regime fascista in campo, quale significato ha oggi invocare la sua antitesi? Una moda? Un collante per membra sparse e litigiose di una sinistra ex comunista, che ha rifiutato di fare i conti con la sua disastrosa storia, insanguinata dalla spietata ferocia staliniana, da quella di Pol Pot e di decine di regimi comunisti della stessa fattispecie sparsi in tutto il mondo, per uccidere, sterminare senza pietà chi non la pensasse come loro?

Certo: il Fascismo vero è stato squadracce, leggi razziali antiebraiche (arrivate tardissimo, peraltro), guerre coloniali e collusione mortale con la follia bellica nazista. Ma, al contrario dello stalinismo, Fascismo ha “anche” significato grandi opere pubbliche e trionfante ingresso dell’Italia nel mondo moderno, favorendo un’industrializzazione fondata sul metalmeccanico e un’agricoltura meccanizzata. Oltre, “ça va sans dire”, su di un ordine sociale ferreo favorito dalla centralizzazione spinta delle decisioni politiche. E con il radicamento e il consenso sociale del Ventennio, l’Italia post 1946 deve ancora fare i conti. Che cosa sono e rappresentano oggi le mani levate in alto, aperte o chiuse? Fascio nero contro fascio rosso. Lazio contro Roma. Tifoserie opposte che brillano per la loro ignoranza abissale e la mancanza di un ubi consistam che le fa belve da social, guappi da vicolo dove l’accoltellamento e il pestaggio sostituiscono la dialettica, che non può abitare in menti che oscurano la dignità dell’Altro.

Che cosa, a mio avviso, somiglia invece per davvero al metodo stalinian-fascista? Prendete (certo, la comparazione non è a portata di tutti. Ma tant’è) France2 news, Bbc news e Rai news, che trasmettono nell’intero arco delle 24 ore. Là troverete una perfetta coincidenza sorosiana (da Soros) di vedute, in cui annunciatrici e giovani esperte di cose poco elaborate e non vissute difendono a spada tratta il mainstream del politically correct, con un talebanesimo intellettual-razzista che mette all’indice chi parla criticamente di immigrazione indiscriminata e propone misure idonee di contenimento, o chi critica aspramente la globalizzazione economica e, soprattutto, il pensiero unico dell’irenismo ecumenico e relativista. I nemici del mainstream sono giudicati sessuofobici, islamofobici e razzisti in base a un fascismo ideologico che viene dalla regia onusiana, per cui l’Unhcr critica l’accoglienza della Ue ma si guarda bene dall’usare le sue risorse e la sua autorevolezza per creare hotspot nelle aree mediorientali (Tunisia e Algeria), dove far confluire in campi di accoglienza dignitosi e attrezzati l’attuale marea di profughi economici, mimetizzati dietro una sparuta pattuglia di veri rifugiati aventi diritto all’asilo politico.

Quindi, “The Indipendent” trova molto interessante declinare un supposto razzismo populista e squadrista degli italiani, dimenticandosi completamente di citare il massacro della povera Pamela da parte di una feroce banda di nigeriani illegali. Chi sarebbe il razzista? Orban che dice di non volere immigranti musulmani? Ma il Corano non fa alcuni differenza di razza o di colore per i suoi fedeli. Quindi, semmai, si tratta di una riedizioni del conflitto millenario tra Islam e cristianità. Ma di queste bestialità è pieno il mainstream. Meglio farci caso e combatterlo con armi ideologiche adeguate e di certo non con la povertà di ragionamento dei vari Casapaund e centri sociali. Se i primi dovessero entrare in Parlamento, grazie a una lista unica nazionale, i Partiti si ricordino che è tutta loro la responsabilità di questa legge elettorale. Sarebbe bastato adottarne una che avesse dato un vero potere di scelta all’elettore, come l’uninominale secca all’inglese con collegi elettorali piccoli e calibrati. Sarà per la prossima volta?