Questa Europa inutile e dannosa

Il problema non è il saldo, che oltretutto ci vede largamente in credito, fra il dare e l’avere, il problema è proprio la UE così come è. Del resto basterebbe allargare il campo d’azione per capire che da quando è nata, l’Europa cosiddetta unita, ha creato e ci ha creato solo problemi, senza risolvercene uno. E non si venga a dire che in questi anni senza la Ue, subprime, spread, mercati, avrebbero fatto l’ira di Dio, perché nessuno, proprio nessuno, in mancanza della prova contraria, può dirci con certezza cosa sarebbe stato. È possibile invece che forse, senza l’euro, i derivati, la finanza tossica, la speculazione, altra vita avrebbero avuto, non fosse altro perché, guarda caso, tutto si è amplificato, dopo la nascita della moneta unica. Insomma, è solo chiacchiera la descrizione di uno scenario catastrofico, se non fosse nato l’euro, in fondo fino ad allora tante ed importanti crisi, erano state affrontate e risolte, attraverso le singole sovranità e scelte di politica economica. Al contrario, c’è la certezza che mai come in questi anni, dalla fine della Seconda guerra mondiale, l’Europa sia divisa, contrastata, piena di antagonismi e disparità, insoddisfazioni e disagi sociali.

Con la UE è nato infatti, un carrozzone costosissimo di burocrati, di lobbies, di confraternite a favore di qualcuno, di gruppi di potere protesi a sottomettere tutto e tutti. Come se non bastasse, i tromboni di questo carrozzone, al primo accenno di protesta da parte di qualcuno, che loro ritengono marginale, minacciano ritorsioni e punizioni, roba da matti e da schiavismo. Ecco perché hanno timore di un Governo come il nostro, che per la prima volta a partire da Salvini, alzi la voce. Insomma, temono che parta l’emancipazione condivisa, da trattati, obblighi, vincoli, demenziali e insopportabili. L’Europa per vivere deve cambiare tutto, questo è il vero nodo, altrimenti meglio, molto meglio, ognuno per sé e Dio per tutti e le minacce del solone di turno non bastano più. La condivisione non può essere sudditanza, l’unione non può essere schiavitù al servizio dell’asse franco-tedesco. Insomma, l’appartenenza ad un consesso, non può trasformarsi in servilismo ipocrita, come è stato fino ad ora. Ecco perché, parafrasando Gabriele D’Annunzio, viene da dire, settembre andiamo è tempo di cambiare…