Senza un governo e senza opposizione

Per dire che in Italia c’è un Governo ci vuole una buona dose di ottimismo ed una ancora più forte tendenza all’approssimazione. Magari sarebbe più facile sostenere che ce ne sono due, cosa che non migliora certo la situazione.

C’è quel Giuseppe Conte del quale sono più quelli che ne ignorano l’esistenza o lo confondono con il Conte di Montecristo o con il Conte Biancamano che quelli che ammettono che potrebbe essere stato nominato Presidente del Consiglio. Non è nemmeno il vice, semmai una sorta di controfigura, dei suoi vice. E quei due vice non vanno mai d’accordo se non per qualche proclama che nessuno prende sul serio.

La rassegnazione con la quale, dopo un estenuante contesa, questo pseudogoverno diarchico era stato accettato dagli ottimisti (...beh, prima vediamo che cosa riescono a combinare…) è già esaurita. Quel tanto di non entusiastico consenso popolare si è “diviso” tra l’uno e l’altro “semigoverno” e con esso lo sprezzo e le critiche per l’altra metà. Salvini sopravanza Di Maio... E Conte? Conte non conta nulla... Se il Governo, più che perdere consensi, sta diventando una entità vaga e incerta, un terreno di scontro tra due parti politiche, che dicono di sostenerlo, non cresce certo qualcosa che si possa chiamare opposizione. Quelli che vogliono darci ad intendere che “sono l’opposizione” sono solo degli esclusi dalla sceneggiata del Governo che non c’è e dalla maggioranza che ne sostiene qualche pezzo.

Il Partito Democratico più che altro sembra impegnato a farsi dimenticare. A far dimenticare Matteo Renzi, il “Partito della Nazione”, il tentativo di manipolare sconciamente, complicandola, la Costituzione, la batosta del referendum che ha impedito tutto ciò. E invano il Partito Democratico vuole farsi passare per il partito dell’antigrillismo, della politica contro l’antipolitica, dei valori della democrazia.

La gente sente assai meglio dei politici e dei politologhi, che il grillismo non è altro che la raccolta indifferenziata dei rifiuti, anche e soprattutto tossici della Sinistra e, al contempo, una retrocessione alle origini premarxiste della Sinistra stessa. Non basta certo che qualche voce si levi al suo interno ad invocare un “nuovo” Pd, il “nuovo” è stato sempre invocato da chi non sa come vivere la sua vecchiaia.

La Destra, grazie a Silvio Berlusconi che l’aveva salvata dal golpe di “Mani Pulite”, non esiste più. Forza Italia si dice partito di opposizione ma anche alleata della Lega che è al Governo (si fa per dire). E perde e perderà ogni occasione per offrire al Paese qualche prospettiva che non sia l’appello ai “moderati”, qualifica ed entità vaghe. E che in questo contesto significa i cascami dei cascami, i rifiuti dei rifiuti.

Il Governo che non esiste potrà sopravvivere grazie all’opposizione che esiste ancora di meno. È la peggiore delle prospettive che possa essere concepita.