La domenica dei negozi

Un altro incaglio alle promesse elettorali del Movimento 5 Stelle si va profilando all’orizzonte e non si sa che fine farà con questa maggioranza ibrida. Stiamo parlando della chiusura domenicale dei negozi, che tante polemiche ha provocato sino a quando una proposta di legge del M5S ha tagliato la testa al toro.

Già, ma solo virtualmente perché la proposta di legge è solo una intenzione: non è affatto una norma votata dai due rami del Parlamento, resa esecutiva e quindi operante a tutti gli effetti. Intanto le strutture commerciali stanno andando avanti in forza di una regola scritta nel vituperato decreto “Salva Italia”.

Ennesima promessa mancata? Ennesimo buco nell’acqua? Il fatturato dei grandi centri commerciali, è stato calcolato, sia dipendente per quasi il 50 per cento dall’andamento dei week-end, in cui la domenica incide per circa il 19 per cento. È, quello della chiusura commerciale domenicale, un tema talmente controverso che la proposta si è arenata in Commissione Attività produttive della Camera e non è dato di sapere come procederà la sua calendarizzazione in Aula: che, per l’intera durata di tutto quest’anno, è altamente incerta.

Come farà Luigi Di Maio a far rispettare l’ennesima parola data e gettata al vento? Cioè che la chiusura domenicale sarebbe diventata esecutiva entro il 2019? Attualmente le strutture stanno operando seguendo l’articolo 31 del Decreto “Salva Italia” (quello dell’odiato Mario Monti) che, si prevede, durerà ancora molto. Ricordiamo, per inciso, che gli italiani si sono divisi esattamente a metà tra chi era favorevole e chi osteggiava la norma.