Caro Renzi: Hic Rhodus, hic salta

Egregio senatore Matteo Renzi, il suo Premier dileggia l’opposizione definendola “da operetta”, e annuncia che farà la più grande riduzione delle tasse, che sui pignoramenti dei Comuni possiamo stare tranquilli, che l’accorpamento Tasi-Imu sarà invariante.

Queste dichiarazioni si aggiungono alle altre che Giuseppe Conte ci ha abituati ad ascoltare, anno bellissimo, difensore civico, nuovo umanesimo, mai Premier di un’altra maggioranza, sull’Ilva e Alitalia tutto sotto controllo, fisco amico, accordo storico di Malta, garantismo e via dicendo. Ora Matteo, lei che, senza offesa, di dichiarazioni roboanti se ne intende, non fosse altro perché la dialettica non le manca, deve spiegarci cosa farà e quanta fiducia i cittadini possano assegnarle sul motivo della presenza in maggioranza. Perché, senatore, lei ha garantito che il benestare al Governo era solo legato ad evitare l’inasprimento fiscale, il rischio per i conti, il peggioramento della democrazia e delle libertà, il pericolo per la crescita e per l’occupazione se col voto avesse vinto il centrodestra di Matteo Salvini.

Si tratta di temi fondamentali, soprattutto di principi che attengono alla fiducia fra Stato e cittadini, fra politica e consenso, fra contribuenti ed amministrazione, giustizia e popolazione; temi intorno ai quali la parola di un leader non può essere smentita. Del resto un capo che non mantenesse l’impegno con gli italiani, difficilmente potrebbe spendersi come garante del Paese. Renzi, Lei ha fatto nascere il Governo più postcomunista della storia, smentendo le sue dichiarazioni precedenti e assicurando che con Italia Viva avrebbe posto un argine all’eccesso di sinistra del Partito Democratico, di Leu e del giustizialismo grillino. Ebbene Matteo, visto che senza il suo appoggio sarebbe crisi e non ci sono scuse, la sfidiamo a dimostrarci di poter contare sulla sua parola, sul motivo del benestare al Conte bis e le domandiamo: cosa farà per evitare che i Comuni abbiano poteri di riscossione tali per cui ci si possa ritrovare alla disperazione con i conti correnti bloccati per intero anche se il presunto mancato incasso è di gran lunga inferiore, articolo 96 della legge di bilancio? Cosa farà per evitare, Lei che ha aumentato l’uso del contante a 3000 euro, di tornare indietro oltretutto gravando di sospetto chi utilizza la moneta costituzionalmente tutelata? Cosa farà se a conti fatti la possibilità data ai Comuni di aumentare fino al massimo le aliquote Imu comporterà un inevitabile e forte aggravio per i cittadini? Cosa farà se la gragnuola di tasse creative che si abbatterà sugli italiani per compensare la salvaguardia Iva porterà ad un aumento complessivo del gettito fiscale? Cosa farà se le norme della Finanziaria sulle compensazioni, detrazioni e deduzioni, aumenteranno non solo le tasse da pagare ma le complicazioni che già ci pongono tra i peggiori Paesi al mondo, a livello del Mozambico e della Birmania? Cosa farà sulla prescrizione, sapendo che se passasse quella norma si colpirebbe a morte proprio quel garantismo che Lei ha giurato di sposare e tutelare? Cosa farà se la spinta all’uso della moneta elettronica comporterà sia una difficoltà aggiuntiva specialmente per gli anziani e l’aumento dei costi visto che le banche non accetteranno mai di ridurli a zero? Cosa farà in Europa se l’accordo storico di Malta si è trasformato nell’ennesimo flop?

Infine, senatore, cosa farà per obbligare il Governo a riportare ArcelorlMittal al desiderio di restare a Taranto senza la paura della magistratura ma con stimoli e vantaggi per l’acquisizione, come fu fatto per la Fiat quando prese Alfa Romeo al posto della Ford Americana? Perché, sia chiaro Renzi, se la parola deve valere, delle due l’una, o riporta a zero la Finanziaria con un impianto da stato di polizia e soviet, oppure bluffa, perché un leader pur di mantenere la parola aprirebbe una crisi, punto. Caro Matteo, noi l’aspettiamo, e se ne sarà capace ci toglieremo tanto di cappello, altrimenti, intelligenti pauca, con rispetto e cordialità.