Giuseppe Conte sfida apertamente Matteo Renzi sulla prescrizione. Per queste ragioni, il premier ha già informato Sergio Mattarella dei rischi dell’operazione renziana. “Mi dispiace – ha detto Conte – per Italia viva. Per una forza politica è sempre una sconfitta decidere deliberatamente di non sedersi a un tavolo. Italia viva ci dica cosa vuole fare, lo deve chiarire non solo a me ma anche al Paese”.

Il primo ministro gioca a carte scoperte. “Se ci sarà una mozione di sfiducia al ministro Alfonso Bonafede il sottoscritto per assicurare credibilità alla politica ne trarrà tutte le conseguenze. Nei loro confronti c’è la massima disponibilità a confrontarci. Se un giocatore si ferma, se inizia a pensare a sé, o addirittura a fare dei falli noi la partita non la possiamo vincere”.

L’approvazione del disegno di legge sulla riforma penale “è segno che quando si lavora con serietà e responsabilità i risultati arrivano”, sottolinea il premier. Che attacca: “Chi può capire meglio di un ex premier, sempre sensibile alla stabilità, che ha lamentato in passato il fuoco amico e la dittatura della minoranza, chi più di lui deve dimostrare oggi questa sensibilità alle sfide che ci attendono?”. E non manca una stoccata al “peso” elettorale di Iv. Peso che Conte colloca più volte, nel corso della sua conferenza stampa, al 3 per cento. Eppure, osserva Conte non senza malizia, “Iv per me ha pari dignità. Se andiamo a guardare le misure che ha fatto passare, queste sono ben superiori a quel 3 per cento e altre forze più consistenti non si sono lamentate”.