Le violazioni comparate dello stato di diritto per il covid-19

Dopo le ripetute restrizioni governative, con l’ennesima decretazione di urgenza degli aggiornamenti sul Green pass, non possiamo esimerci dal fare un raffronto con ciò che accade, con i relativi provvedimenti legislativi statuiti, nelle altre nazioni, per fronteggiare la pandemia del Covid-19. Nelle altre nazioni europee i provvedimenti presi sono stati decisamente meno stringenti e meno duri, in quanto il Green pass non è un certificato obbligatorio in tutta Europa. L’Unione europea ha scelto di non prendere una decisione univoca e di conseguenza ogni Stato ha stabilito delle proprie regole e norme interne. Tra i diversi Stati che hanno scelto di intraprendere una politica che non prevedesse l’istituzione del certificato verde, oltre al Regno Unito, ormai estraneo all’Unione europea, si possono annoverare gli stati europei come la Danimarca e la Spagna. Infatti nel Regno Unito, mentre il governo di Boris Johnson ha deciso di non rendere obbligatorio il certificato verde in Inghilterra, in Scozia, invece, a partire dal 1° ottobre 2021, entrerà in vigore l’obbligo di possedere il Green pass per frequentare i locali e le discoteche e per partecipare ad eventi sportivi, spettacoli e concerti.

In Danimarca hanno preso la decisione drastica di abolire tutte le misure relative al contrasto della pandemia del Covid-19, compresa l’abolizione dell’obbligo del Green pass. In Svezia, verranno abolite quasi tutte le restrizioni per fronteggiare il Covid-19 entro il 29 settembre, riservando l’obbligo di possedere il certificato verde solo a coloro che provengono dall’estero. In Svizzera, a partire dal 13 settembre, è obbligatorio mostrare il Green pass, fin dai 16 anni di età, per frequentare i luoghi chiusi, gli alberghi e gli esercizi di ristorazione in generale, oltre a musei, teatri, concerti, piscine, sale da gioco e zoo e tutti quegli eventi siano svolti in locali pubblici.

I datori di lavoro possono obbligare i propri dipendenti ad avere il Green pass, come personale obbligo di tutela. La Francia ha imposto il Green pass ovunque, con relative sospensioni senza stipendio per i dipendenti che non si vaccineranno, ma ha ritirato l’obbligo della mascherina. La Germania ha non ha imposto l’obbligo vaccinale, prevedendo l’obbligo del Green pass per accedere agli ospedali, alle case di cura, alle palestre, piscine e ristoranti al chiuso e per gli alberghi, ma ciascun lander può decidere autonomamente sulle restrizioni riguardanti la scuola.

In Austria è previsto l’obbligo del Green pass per accedere ai musei, ristoranti, alberghi e locali notturni, ma non c’è l’obbligo di indossare la mascherina, mentre i turisti devono mostrare un tampone negativo o il Green pass. In Estonia, Lituania e Lettonia, vige l’obbligo del Green pass per la frequentazione di palestre, cinema, teatri e ristoranti. In Portogallo è obbligatorio mostrare il Green pass in ogni luogo con più di mille persone all’aperto e con oltre 500 persone al chiuso e alle feste e battesimi con più di 10 persone. In Grecia vige l’obbligo di utilizzo del Green pass per fruire dei treni a lunga percorrenza e per frequentare i teatri e tutti i luoghi pubblici (dal 13 settembre) e non basta mostrare la certificazione di un tampone negativo. Per i lavoratori pubblici o privati vige l’obbligo della vaccinazione o del doppio tampone settimanale e l’obbligo vaccinale per il personale delle Rsa e per tutti gli operatori sanitari.

In Spagna non vige alcun obbligo del Green pass, prevedendo solo l’utilizzo delle mascherine al chiuso e lasciando alle singole regioni il potere decisionale sull’obbligo del Green Pass per frequentare bar, ristoranti e i locali notturni. Infine, dulcis in fundo, in Italia vige il sistema più restrittivo e illegittimo di tutta Europa e non solo, il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha esteso l’obbligo del Green pass a tutte le categorie e in ogni dove, con poche eccezioni, dimostrando tutta la sua indifferenza nei confronti del rispetto dei principi costituzionali e dell’articolo 32 della Costituzione italiana, riguardo in particolare all’ultimo comma in cui si afferma che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Dopo più di un anno di reiterata violazione della Costituzione con il Governo Conte che ha legiferato norme riguardanti principi inviolabili come la libertà di circolazione e la libertà economica con degli atti amministrativi, come sono i Dpcm, che hanno esautorato completamente il Parlamento e quindi la sovranità popolare, che esso, per la stessa Costituzione, rappresenta, perché eletto direttamente dal popolo, assistiamo all’invereconda reiterata violazione delle nostre libertà inviolabili e anche alla violazione del diritto alla salute, cercando di imporre la somministrazione di un farmaco, chiamato impropriamente vaccino, che è ancora sperimentale almeno fino al 2023 ( secondo quanto stabilisce l’Ema) e la cui efficacia nel tempo ed i suoi effetti collaterali nel medio e lungo termine sono sconosciuti, come afferma lo stesso protocollo consegnato all’Aifa dalla Pfizer, riguardo al suo farmaco a mRna. La situazione è tanto surreale quanto preoccupante, la progressiva deriva impositiva che viola ogni conquista costituzionale dei principi inviolabili si sta dimostrando senza limiti, tanto quanto la pusillanime accettazione di tutto ciò, da parte di una popolazione terrorizzata e disinformata da una stampa e dai mas media in generale, complici e acritici e pronti a silenziare o ghettizzare qualsiasi voce autorevole scientifica o intellettuale che pone dei dubbi a tutta questa macchina da guerra di certezze, che tutto sono tranne che scientifiche, ma semmai esclusivamente politiche.

L’Italia è una nazione ormai commissariata da un potere non rappresentativo di nessun interesse e volontà popolare, ma esecutore e rappresentativo di interessi che appartengono a lobby sovranazionali, è ormai una nazione negletta senza neanche più quella tutela costituzionale che avrebbe dovuto svolgere l’Organo costituzionale della presidenza della Repubblica, (il maggiore garante del rispetto della Costituzione), una nazione progressivamente sempre più indebitata e impoverita con il Pil che cade a picco e il numero di poveri che cresce in modo esponenziale, mentre ogni giorno viene raggiunta illegalmente da centinaia di clandestini, a cui non viene imposta nessuna restrizione e nessun vaccino o Green pass, pur trovandosi l’Italia in un forzato stato di emergenza, prorogato dall’attuale Governo fino al 31 dicembre del 2021.

L’Italia, che è un Paese in cui è sempre più difficile ricorrere al voto popolare, quando cade un Governo, perché viene sempre procrastinato dai “giochi di palazzo”, ormai è una nazione stanca, depressa, con un tasso di natalità quasi inesistente e inversamente proporzionale al tasso di senilità, che cresce sempre maggiormente, con in relativi costi, che il nostro sistema pensionistico contributivo non può sostenere. Il nostro Paese vive una situazione sociale ed economica tanto stagnante quanto drammatica, che le politiche governative illegittime e le sue altrettante restrizioni incostituzionali hanno peggiorato, portando sul lastrico milioni di italiani e le loro rispettive famiglie, mentre l’atavico strumento del “Panem et circenses” (più circenses che panem), come quello dei Campionati di calcio e delle Olimpiadi, viene utilizzato per assuefare e distrarre la massa dalla consapevolezza del proprio progressivo “de profundis”.

Nihil est incertius vulgo (dal “Pro Murena” di Cicerone)