Manovra: la partita tra reddito di cittadinanza e cuneo fiscale

Per martedì è atteso un Consiglio dei ministri che al centro dell’agenda avrà la Manovra. Tra gli argomenti vi saranno la riforma degli ammortizzatori sociali, la revisione del reddito di cittadinanza e il fisco (taglio del cuneo).

Reddito di cittadinanza

Sul tema del reddito di cittadinanza uno dei passaggi chiave riguarda il meccanismo per la ricerca del lavoro, ovvero come fare in modo che la misura impegni i destinatari a trovare un impiego. Il gruppo di esperti, coordinato dalla sociologa Chiara Saraceno, consegnerà il suo rapporto a fine mese. Intanto Il Movimento Cinque Stelle non ha intenzione di vedere “toccata” la propria creatura. Eppure, in tanti la pensano al contrario: in prima linea su questo fronte ci sono Lega, Forza Italia e Italia Viva. Sulla stessa lunghezza d’onda, ma in maniera più soft, è il Partito Democratico. Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura ed esponente del M5S, ha detto: “Mettere in discussione il reddito di cittadinanza è fuori dal tempo. Se poi parliamo di come far sì che la parte di occupabili possa più facilmente trovare una nuova occupazione, siamo disponibilissimi a ragionare”.

Politiche del lavoro e suggerimenti

Come detto, il gruppo di esperti guidato dalla sociologa Saraceno presenterà il rapporto a breve. Fra i suggerimenti, da segnalare quello per la revisione dei requisiti (competenze o la distanza da casa) che provocano la congruità dell’offerta di lavoro a chi percepisce il reddito, in modo da limitare la possibilità di rifiutarla. Non solo: potenziare i progetti utili per la collettività che il Comune di residenza mette sul piatto a chi percepisce il reddito e togliere, in tal modo, gli scogli che adesso si trovano di fronte le famiglie numerose e con minori che intendano accedere al sussidio. Infine, rendere meno rigidi i parametri per assegnarlo agli immigrati.

Riforma ammortizzatori sociali

Andrea Orlando, ministro del Lavoro, nel frattempo sta allestendo una riforma degli ammortizzatori sociali: una serie di interventi, tipo l’estensione delle protezioni ai lavoratori autonomi, per oltrepassare o estendere il concetto della Cassa integrazione. Ma quanto servirebbe? Occhio e croce circa otto miliardi, mentre a disposizione – secondo quanto appreso – ce ne sarebbe grosso modo la metà. Va segnalato che Forza Italia, Lega e Italia viva puntano al taglio dell’Irpef nella riforma fiscale: qui in cascina ci sarebbero 6 miliardi (che non bastano). Anche il Partito Democratico mira a una riduzione delle tasse sul lavoro: in tal senso esisterebbe una convergenza con Confindustria.

Cashback e Quota 100

Per reperire le risorse uno strumento potrebbe essere quello della rivisitazione del cashback. Non bisogna inoltre dimenticare la questione di Quota 100, che scade alla fine dell’anno. Una delle idee in campo è quella di una sostituzione con l’Ape contributiva. In sostanza – come quanto detto dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico – i 63 o 64enni potrebbero accedere alla quota contributiva che hanno maturato alla data della richiesta, per poi godere della pensione completa al momento del raggiungimento dell’anzianità.