Centrodestra: resa dei conti dopo i ballottaggi

Le divisioni, ancora una volta, non hanno pagato. Il secondo turno delle Amministrative 2022 si è rivelato amaro per il centrodestra. Dopo la vittoria di Genova, Palermo e L’Aquila al primo turno, bisogna fare le opportune analisi delle sconfitte di Verona e Catanzaro. Le cause non possono essere ricercate solo nell’astensionismo, ma anche nelle liti interne che hanno fatto saltare gli apparentamenti, favorendo così il centrosinistra. A Verona il centrodestra perde a causa dell’indisponibilità del sindaco uscente di Fratelli d’Italia, Federico Sboarina, di stipulare un accordo di apparentamento con l’ex sindaco Flavio Tosi che al primo turno aveva ottenuto il 23 per cento, con il sostegno di Forza Italia e Italia viva.

L’altra sconfitta significativa si registra a Catanzaro, il capoluogo della Calabria, che negli ultimi vent’anni era stata governata quasi ininterrottamente dal forzista Sergio Abramo. Qui, due settimane fa, era in netto vantaggio il candidato di centrodestra Valerio Donato, ma anche in questo caso, non si è riusciti a stringere l’accordo per l’apparentamento con FdI che al primo turno aveva presentato la deputata Wanda Ferro.

Così, ora è iniziato il tempo della resa dei conti. Forza Italia e la Lega contro Fratelli d’Italia. Lo schema sembra essere questo. All’orizzonte, si profila un appuntamento fondamentale per il centrodestra: le Regionali d’autunno in Sicilia. Come è risaputo, Giorgia Meloni punta decisamente a una riconferma del governatore uscente Nello Musumeci. D’altro canto, Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana (il Parlamento isolano) e plenipotenziario di Forza Italia a Palermo, in un continuo alternarsi di conferme e smentite, ha fatto capire, a chiare lettere, che con Musumeci si rischia di perdere.

Per queste ragioni, il presidente della Regione ha annunciato di farsi da parte, salvo poi affermare che lo farebbe solo se glielo chiedesse la Meloni. Non a caso, secondo alcune indiscrezioni riportate dal Messaggero, la leader Fdi starebbe pensando all’europarlamentare Raffaele Stancanelli come nuovo candidato da proporre agli alleati. Un secondo nome su cui la Meloni non accetterebbe veti. La contromossa in caso di un “no” da parte di Lega e Forza Italia sarebbe uno stop alla ricandidatura di Attilio Fontana in Lombardia. Una mossa che potrebbe portare all’implosione del centrodestra. “Dobbiamo vederci, Salvini Berlusconi e io, nei prossimi giorni per il vertice della chiarezza”, avrebbe detto la Meloni.

Un chiarimento che, a questo punto, appare necessario. Ecco il riassunto del quadro generale delle Amministrative 2002: il centrodestra strappa i sindaci di Palermo, Lucca, Belluno, Barletta e conferma i comuni di Genova, L’Aquila, La Spezia, Pistoia, Asti, Rieti, Frosinone, Oristano, Gorizia. Il centrosinistra strappa i sindaci di Catanzaro, Lodi, Alessandria, Parma, Piacenza, Verona, Monza e conferma i comuni di Padova, Taranto e Cuneo. Le liste civiche strappano al centrodestra i sindaci di Como, Viterbo e confermano il comune di Messina.