Meloni: “Il Governo durerà a lungo”

Quel che resta del giorno consegna a Giorgia Meloni delle certezze. Da una parte, la consapevolezza di una sfida ardua, ovvero guidare il Paese in un momento complicato dal punto di vista economico e sociale. Dall’altra, la sicurezza che rispetto all’ex premier, Mario Draghi, può fare affidamento su una maggioranza “chiara, un programma comune e un mandato popolare”. Il tutto è improntato a un obiettivo: il Governo durerà a lungo. La leader di Fratelli d’Italia, in un’intervista apparsa sul Corriere della Sera, parla del suo ruolo e della manovra. Su questo punto, sottolinea che emergono “priorità e una visione”. Inoltre, c’è un sostegno nei confronti dei “più fragili”.

Sui social, Meloni chiarisce la mission: “Abbiamo dovuto definire la manovra finanziaria in pochissimo tempo. Ciononostante, non abbiamo rinunciato a delineare – attraverso le prime misure – una traiettoria nitida e scelte che danno una chiara indicazione su quelle che saranno le priorità della nostra azione”. Una crescita economica “a partire certamente dalla messa in sicurezza del tessuto produttivo, in particolare in riferimento alla principale delle emergenze che abbiamo di fronte, ovvero il caro energia, l’attenzione verso chi produce e il rafforzamento del ceto medio, ma anche il sostegno alle fasce sociali più deboli, alla famiglia, alla difesa del potere d’acquisto dei cittadini e ai redditi più bassi”.

Provvedimenti e risorse che, ricorda Giorgia Meloni sulla propria pagina Facebook, “confermano gli impegni che ci eravamo assunti”. Interventi, questi, “che incarnano una visione sociale, con una grossa attenzione al tessuto economico della nazione”. Quindi: “Trenta miliardi, liberati con la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, sono andati interamente sul caro bollette per sostenere famiglie e imprese”. E poi l’incremento del 50 per cento dell’assegno unico per i figli nel primo anno di vita del bambino e nei primi tre anni per le famiglie che hanno tre o più figli. Ma anche “riduzione al 5 per cento dell’Iva per i prodotti della prima infanzia” e 500 milioni per combattere il caro carrello per famiglie più deboli”. A seguire, le misure per supportare le persone con disabilità e l’indicizzazione delle pensioni “in aiuto degli importi più bassi, partendo da una rivalutazione del 120 per cento alle pensioni minime”. Ancora: il taglio del cuneo fiscale del 2 per cento per i redditi fino a 35mila euro, “aggiungendo un ulteriore un per cento di taglio per i redditi fino a 20mila euro”. A chiudere, l’innalzamento della tassa piatta per le partite Iva “con fatturato fino a 85mila euro, il primo step del Più assumi, meno paghi, la detassazione dei premi produttività per lavoratori dipendenti”.

Intanto, secondo quanto appreso, l’obbligo di accettare i pagamenti digitali con carta e bancomat, senza incorrere in sanzioni, resta fissato a 60 euro. Gli articoli, in totale, salgono a 174 contro i 156 dellultima bozza.