Firma Mercosur-Ue, Italia: “Manca l’ultimo miglio”

Per il via libera definitivo dell’Italia all’accordo Mercosur-Unione europea resta da completare un ultimo passaggio. Come ha spiegato il ministro dellAgricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, in un’intervista al Sole 24 Ore, “manca l’ultimo miglio. I nostri diplomatici stanno verificando che le garanzie ottenute oggi siano supportate da elementi tecnici e politici. Venerdì al Coreper faremo il punto”. Il nodo centrale, secondo il titolare del dicastero, riguarda la necessità di assicurare condizioni di concorrenza eque per il comparto agricolo europeo: “occorre garantire che i prodotti agricoli dei Paesi terzi e importati in Europa rispettino le medesime regole sulla sicurezza alimentare imposte ai produttori Ue”. Un principio che Roma considera imprescindibile per evitare distorsioni di mercato e penalizzazioni per gli agricoltori comunitari.

Nel quadro del negoziato, Lollobrigida rivendica come primo risultato la tutela della Politica agricola comune. “Il primo fondamentale passo è stato la difesa della Pac. La Commissione von der Leyen aveva proposto di tagliare il budget della Politica agricola comune di un 22 per cento. Circa 90 miliardi di risorse in meno, in sette anni, agli agricoltori europei. Noi ci siamo opposti fin dal primo momento. Con noi si è schierato anche il Parlamento europeo e ora siamo riusciti a trovare nelle pieghe del bilancio comunitario circa 90 miliardi di euro”. A queste misure si affianca la sospensione, con effetto retroattivo dal 1 gennaio scorso, del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), considerato un ulteriore strumento di salvaguardia per il settore primario europeo. Resta però aperto il capitolo delle clausole di salvaguardia. Come chiarisce il ministro, “manca l’intesa sulle clausole di salvaguardia. Ad oggi è fissata una soglia dell’8 per cento per individuare uno squilibrio su prezzi e importazioni”. Una soglia ritenuta ancora troppo elevata dall’Italia: “Noi – conclude – vogliamo che da questo 8 per cento si scenda al 5 per cento”. Un aggiustamento che, nelle intenzioni del governo, rafforzerebbe le tutele per il sistema agricolo nazionale ed europeo prima dell’eventuale ratifica dell’intesa con i Paesi del Mercosur.

Aggiornato il 08 gennaio 2026 alle ore 13:36