Lettera a Giorgia Meloni

Sassolini di Lehner

Stimata Giorgia Meloni,

mi rivolgo a te in questa giornata di sacrosante proteste a Varsavia, perché in Polonia raccoglievi un consenso percentualmente superiore a quanto ti attribuiscono i sondaggi italiani.

I polacchi, insomma, ti adoravano, stimandoti come la più incisiva ed affidabile leader europea. Nel Paese di Jòzef Piłsudski e Giovanni Paolo II, infatti, ti avrebbero votata sino a ieri ben oltre il 50 per cento, quasi una maggioranza bulgara.

Fino a ieri, però, perché l’annunciato proposito di aderire al Mercosur suona come un tradimento.

Tu, infatti, avevi garantito al presidente Karol Nawrocki che non avresti mai accettato quell’obbrobrio chiamato Mercosur, ovvero l’efferato assassinio della produzione agricola e zootecnica europea.

Posto il costo di produzione di carote o di fettine di manzo a 100, l’apertura alle importazioni significa ritrovarsi carote e fettine, peraltro piene di ormoni, antibiotici, DDT e chissà cos’altro, ad un prezzo finale di 20, tale da affossare e porre fuori mercato l’intera produzione continentale.  

Non solo la Cina, anche l’America del Sud è vicina, entrambe per esodarci come Elsa Fornero e ridurci a nullità.

Ti scrivo, mentre assisto sdegnato sulla tv polacca Republika alla rappresentazione della democrazia nella versione autoritaria del governo di Donald Tusk, ovvero secondo l’immoralità politica del liberal comunismo della Ue.

Sugli agricoltori accorsi a Varsavia per protestare contro il progetto Mercosur, più stupido, se possibile, del tethered cap, i tappi attaccati alle bottiglie di plastica, la polizia lancia getti d'acqua, mentre la temperatura registra meno dieci.

La tecnica di far tacere i manifestanti, ghiacciandoli, non è nuova. Veniva sistematicamente usata contro il popolo di Solidarnosc dal regime comunista e, poi, dall’autogolpista.

Wojciech Jaruzelski, quel fior di mascalzone che implorò i sovietici di invadere la Polonia. Il grande Jurij Andropov, il padre del turbo mao-capitalismo cinese, gli rispose: “Se proprio ci tieni, invadi tu, idiota aduso al tradimento, il tuo Paese”. Oggi come ieri, i poliziotti hanno l'ordine non solo di far congelare, ma anche di picchiare i manifestanti. 

Le euroviolenze poliziesche servono a legittimare e preservare l’euro-imbecillità, sempre scaturente dalle valigie zeppe di valuta.

Egregia Giorgia, proprio perché ti voglio bene e non mi garberebbe vederti dilapidare il consenso popolare, ti prego di rispettare gli accordi presi col Presidente polacco e di riflettere sull’esito referendario tenuto in Svizzera, dove hanno stravinto coloro che se ne fregano dei veleni alimentari a prezzi di saldo dalla Bolivia o dal Brasile, preferendo quelli elvetici, sicuramente più costosi, ma più sicuri.

Lo stesso Emmanuel Macron, il morto volenteroso che cammina, davanti agli incazzati contadini francesi pressanti l’Eliseo e decisi a prendere la Bastiglia, ha epifanizzato il Mercosur, sbirciandone la natura suicida.

Insomma, alla fine, anche il toy boy di Brigitte ha detto no al DDT sudamericano. Pensaci, Giorgia, e vedi di non dar retta alla von der Leyen o a Sergio Napolitano, pardon, Mattarella, preferendo di stare dalla parte di chi suda, allevando e coltivando. Ricordati che noi italiani non volevamo morire democristiani, neppure con aggiunta targa FdI.

Aggiornato il 09 gennaio 2026 alle ore 15:46