Il segretario regionale del Partito liberale italiano in Calabria, Giuseppe Gullo, è intervenuto per chiarire il senso e i limiti delle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che ha richiamato una presunta “rivoluzione liberale” attribuendola all’esperienza politica di Silvio Berlusconi e indicandola come modello da rilanciare per il futuro del territorio calabrese. Un riferimento che, secondo Gullo, richiede alcune puntualizzazioni di carattere storico e politico. L’ex premier Berlusconi, pur avendo talvolta fatto proprie singole istanze riconducibili alla tradizione liberale e avendole inserite nella propria proposta politica, non è mai stato un liberale in senso compiuto. “Il liberalismo – sottolinea il dirigente del Pli – non si esaurisce in una formula comunicativa o in un richiamo simbolico, ma rappresenta una cultura politica strutturata, fondata su principi, valori e una tradizione ben definita”.
A conferma di questa distinzione, Gullo richiama un episodio risalente al 2008, quando il mondo liberale venne contattato dall’allora ministro Carlo Giovanardi. In quell’occasione si tenne un incontro a Roma, presso la Camera dei deputati, finalizzato alla creazione di un “serbatoio” di consenso liberale a sostegno del Popolo della Libertà. Una proposta che i Liberali respinsero, non per pregiudizio, ma per coerenza: la richiesta era quella di visibilità politica, autonomia e dignità del simbolo liberale, non una funzione subordinata o strumentale all’interno di un progetto altrui. Nello stesso periodo prese forma l’esperienza dei Popolari liberali, fondati dallo stesso Giovanardi dopo l’uscita dall’Unione di centro, confluiti successivamente prima nel PdL e poi nel Nuovo centrodestra (Ncd). Una scelta legittima, osserva Gullo, ma profondamente diversa dall’impostazione e dalla storia del Partito liberale italiano.
Il liberalismo non può essere evocato a fasi alterne né utilizzato come semplice etichetta elettorale: o lo si interpreta in modo autentico, oppure lo si riduce a operazione di marketing politico. Un progetto realmente liberale – ribadisce il segretario del Pli – deve necessariamente confrontarsi con una realtà liberale vera, organizzata e radicata sul territorio. In Calabria, ricorda Gullo, il simbolo del Partito liberale italiano è presente ed è in una fase di rilancio. Alle ultime elezioni regionali, il Pli ha sostenuto la candidatura dello stesso Roberto Occhiuto. Se oggi si intende avviare un percorso concreto di apertura e valorizzazione dei principi liberali, la richiesta è quella di un coinvolgimento formale in un tavolo politico e programmatico, nel rispetto delle identità e della storia del liberalismo italiano.
Aggiornato il 26 gennaio 2026 alle ore 17:31
