Adesso i violenti danno torto a Montanelli

Negli anni tra il fatidico 1968 e tutti gli anni Settanta, Indro Montanelli, quando, per cercare i responsabili di alcune stragi, si seguì allora una via anarchica, anche con arresti, sempre considerò quelle piste inattendibili. I fatti, allora, gli dettero ragione. L’anarchico, disse, è un individualista radicale, si espone di persona, per colpire, con una pistolettata, un altro individuo incarnazione del potere: re, imperatore, capo dello Stato.

Non compie stragi di massa, perché la massa è oppressa, e anche gli esponenti delle forze dell’ordine sono figli della plebe schiacciata. Oggi c’è stata, nei centri (a)sociali, una specie di mutazione genetica-ideologica: non ci sono più individui, ma masse di volenti all’attacco di collettività. Cosa abbiamo di anarchico, cioè di individualista, non si sa. È solo, quella loro, pura ideologia, cioè falsa rappresentazione, innanzitutto di loro stessi. Sono figli borghesi che si credono proletari e che cercano di uccidere coloro i quali vestono un’uniforme. Sono irrecuperabili, vanno solo repressi, per salvare vite vere.

Aggiornato il 04 febbraio 2026 alle ore 10:29