#Albait. Il referendum e i pozzi avvelenati dell’informazione

È il momento di parlare di referendum anche su #Albait. C’è un diluvio di articoli e pareri, segno che il tema è rilevante. Questo referendum non passerà in sordina. Gli elettori sono però molto confusi. Anche sul referendum le notizie palesemente false imperano.

LA PROPAGANDA RUSSA INCOMBE A ANCHE QUI

I dibattiti feroci basati sulle falsità sono il pane e companatico delle propagande russe e iraniane. Seminare sfiducia e “rischi mortali” per la democrazia è lo strumento preferito dei nemici d’Italia. Dobbiamo considerare che anche la campagna referendaria è avvelenata dai propagandisti stranieri. Ciò detto, facciamo un’analisi pacata e seria.

LA RIFORMA DEI CSM

La riforma costituzionale non tocca il funzionamento del Csm. Cambia solo il sistema di scelta dei membri del Consiglio. Non più elezioni, ma sorteggio sia per i magistrati per la componente professionale che per quella minoritaria politica. La lista dei “laici” dalla quale si procede al sorteggio è definita dal Parlamento in seduta comune. La lista per il sorteggio dei magistrati include tutti i togati che abbiano esperienza e qualificazione. Si presuppone che se decidono sulle nostre vite, tutti i togati sono capaci di rappresentare degnamente l’autonomia della magistratura.

COSA FARANNO DUE CSM?

Il Csm sarà diviso in due diversi consessi. Uno si occuperà della tutela della indipendenza della magistratura giudicante. Un altro Csm si occuperà dell’indipendenza dei Pubblici Ministeri e dei Procuratori della Repubblica. Ora: se si dividono ancora più distintamente le funzioni come può nuocere questo all’indipendenza? Non si può.

L’INTERVENTO SULLE LISTE DELLA POLITICA

La perplessità, e l’avevo anche io, è limitata alla composizione delle liste dalle quali procedere al sorteggio dei soli componenti “laici”. La scelta del sorteggio media ulteriormente l’indicazione politica. In sostanza: oggi i componenti laici del Csm sono direttamente nominati dal Parlamento in seduta comune. Un domani quei componenti non saranno più nominati direttamente. Ci sarà un ulteriore distacco tra magistratura e potere politico.

NUMERI SULLA RESPONSABILITÀ DEI GIUDICI

Di errori giudiziari ce ne sono migliaia. Spesso sono frutto di rigidità di sistema. Errori di indagine o pigrizia. Problemi risolvibili se chi indaga e chi giudica sono indipendenti tra loro. Può esistere però un problema eventuale di dolo o pregiudizio. Chi giudica? Un’Alta Corte che sarà nominata, sempre col sistema del sorteggio, da una lista più ampia di giuristi di chiara fama ed esperienze e giudici, nella parte politica. La parte maggioritaria dei magistrati sarà rappresentata dai massimi esponenti della categoria e anche questi comunque sorteggiati. Questo organo sarà comunque sotto l’alta vigilanza della Presidenza della Repubblica e dei cittadini, attraverso la stampa. Anche qui un miglioramento. Consideriamo le volte che è stato adito il Csm per provvedimenti disciplinari. Lo scorso anno i procedimenti sono stati 199. Nel 2014 (anno scelto a caso), i procedimenti erano stati trecentoventi. Sia nel 2025 che nel 2014 le condanne sono state poche. Più o meno un terzo, sia nel 2025 che nel 2014. I condannati cosa hanno subito? Prendiamo solo i casi del 2025. Due hanno subito un ammonimento, quarantasei la censura, diciassette la perdita di anzianità, nove la sospensione temporanea dalle funzioni, solo otto la rimozione. Le ragioni? In linea generali gravi negligenze e ritardi ingiustificati delle scarcerazioni. Un padre o una madre di famiglia rischiano molto di più se sono accusati di ritardo sul lavoro dal titolare dell’impresa dove lavorano. Perché il licenziamento è sicuro.

E LA CORRUZIONE?

Questa riforma mantiene la struttura dell’autotutela dei magistrati. Non c’è alcun modo per il mondo politico di interferire, più di quanto possa oggi l’ordinaria corruzione. A proposito: nessun procedimento a carico di magistrati trattato dal Csm riguarda episodi di corruzione.

PERCHÉ È NECESSARIA LA RIFORMA DEL CSM?

Dal mio punto di vista, occorre liberare la magistratura da logiche politiche. Da Tangentopoli ad oggi grandi inchieste non ne sono state fatte. Nella vita di tutti i giorni abbiamo però la certezza che la corruzione e la concussione siano quotidiane. Nelle aule di tribunale non si parla quasi più di connessioni tra mafie, burocrazia e politica. Il malaffare è evaporato? No. L’attuale Csm favorisce la vita più serena dei magistrati, non le indagini. È in atto un blocco funzionale.

IL SÌ A QUESTA RIFORMA CI SERVE

Chi scrive è liberale e di formazione socialdemocratica. Giuliano Vassalli fu il ministro che volle con forza superare la previsione del Codice Rocco di epoca fascista. Contro il Sì ci sono reazionari rossi, verdi e gialli che difendono il codice nero. Da non crederci.

C’È UN ARGOMENTO CONTRO LA RIFORMA?

Uno solo: se l’Italia vorrà una riforma costituzionale in senso presidenziale, tutti gli equilibri salteranno. Ma questo significa solo che la riforma del Csm va bene e che con questa riforma la prospettiva di una Repubblica italiana presidenziale evapora. Certo, se nascessero gli Stati Uniti d’Europa sarebbe meglio. In quel caso, saremmo tutti molto più contenti e potremo pensare anche a una nuova Costituente nazionale, oltre quella continentale.

P.S.: mentre finisco di scrivere questo articolo, movimenti pro-Pal hanno imbrattato la strada dove si terrà un convegno sulle origini giuridiche di Israele, a Catania. Il vizio del bavaglio e della destabilizzazione non passa a chi da troppo tempo asseconda le strategie di guerra ibrida dei russi. Sarebbe ora di affrontare anche il tema di chi mette insieme quinte colonne contro le democrazie liberali.

 

Aggiornato il 20 febbraio 2026 alle ore 13:03