Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

Taccuino Liberale #76

Un’altra foglia è caduta dall’esile seppur fruttuoso albero liberale. Ci ha lasciato la scorsa settimana il professor Dario Antiseri. Filosofo. Cattolico. Liberale.

Chi ha avuto la fortuna di fare la Luiss tra la metà degli anni 80 del secolo scorso ed i primi anni dell’attuale, ha avuto la possibilità di ascoltare una persona straordinaria di cui in molti hanno scritto in questi giorni. Gli innumerevoli tributi ed i ricordi, si possono trovare agevolmente online, omaggi di tanti suoi ex allievi e colleghi.

Non era solo, il prof Antiseri, ed ha lasciato “il segno” in tanti studenti e colleghi. Cosa si può dunque aggiungere alle tante parole già scritte in ricordo di quella immensa personalità e mente filosofica che era Dario Antiseri?

Non avendo fatto la Luiss, bensì La Sapienza, lo conobbi solo a metà anni 90, alla Scuola di Liberalismo, dove approdò dopo qualche edizione da quella iniziale, ma è doveroso riconoscergli che egli concorse senz’altro nel 1996, a farci organizzare una di quelle edizioni di maggior successo con oltre 200 iscritti che rimarrà per sempre nella memoria e negli annali.

Antiseri era stato negli anni del primo berlusconismo “il frontman filosofico” del nuovo corso politico che aveva promesso di fare la rivoluzione liberale. Ma il liberalismo all’epoca usciva da un periodo buio, ed era poco di moda. Improvvisamente lo divenne. Anche grazie ad Antiseri, che in tv, spiegava cosa fosse il liberalismo, parlava di individuo e di individualismo metodologico, addirittura in prima serata citava Popper, parlava di dubbio metodologico e di fallibilità, di metodo scientifico delle scienze sociali.

Parlava di scuola sostenendo l’idea di introdurre il buono scuola, perché avrebbe aiutato a migliorare l’offerta formativa e dunque di riflesso migliorare anche il sistema scolastico stesso; era profondamente convinto che gli individui avessero il diritto di scegliere dove studiare e con chi, e non il dovere di subire l’imposizione della scuola pubblica che decide in quale scuola devi andare, che ti deve dare il nulla osta per cambiare, insomma una scuola pubblica più focalizzata a creare sudditi che individui consapevoli. Aveva successo in tv, parlava, spiegava, affascinava, e così Berlusconi nel 1996 gli offrì anche un seggio in parlamento. Del resto, se quelli che erano i protagonisti della rivoluzione liberale, i Martino, Scognamiglio Pasini, Pera, Dotti, Della Valle erano in Parlamento per farla, quella rivoluzione, anche Antiseri, per Berlusconi, avrebbe dovuto fare parte della schiera degli onorevoli liberali. Declinò l’offerta, ovviamente. E forse da lì in poi si incrinò il loro rapporto, Berlusconi smise di parlare di rivoluzione liberale, di citare i temi cari ad Antiseri, e a poco a poco le sue apparizioni in tv si diradarono, fino a terminare mestamente.

Quello che Berlusconi non aveva capito è che Antiseri non avrebbe mai lasciato l’università, il mondo accademico, lo studio, i libri, e forse ad un certo punto aveva anche ben compreso che la rivoluzione era solo un labile francobollo attaccato su una cartolina di tutt’altro genere rispetto al liberale.

Il professor Antiseri era uno studioso e professore universitario generoso, sempre stimolante per chi aveva la ventura di confrontarcisi, anche se di carattere estremamente riservato e a volte con modi quasi burberi. Era difficile persuaderlo se non aveva voglia di fare una cosa, ma dava tutto se stesso se aderiva ad un progetto, se partecipava al convegno, quando faceva lezione.

Oltre ad aver lasciato una corposa produzione scientifica, ha lasciato anche un metodo, un esempio di come essere un ottimo e stimatissimo professore.

Lassù, ormai cominciano a starci molti, troppi liberali che abbiamo ascoltato, da cui abbiamo imparato e che non eravamo ancora emotivamente pronti a perdere. Mi piace immaginare che il buon Morbelli (Enrico) fondatore della Scuola di Liberalismo, stia organizzando corsi sul liberalismo per angeli e demoni, ma soprattutto per quei socialisti in purgatorio, che agognano il paradiso, a cui è stato vivamente consigliato di seguire la scuola per accedere ai piani superiori.

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Aggiornato il 20 febbraio 2026 alle ore 14:36