Occhiuto: “Forza Italia sia più liberale, pensiamo meno alle tessere”

Antonio Tajani non è in discussione, ha fatto un lavoro straordinario”. Parola di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia. In un’intervista alla Stampa, il governatore forzista sostiene la necessità di “aprire le porte, serve aria nuova”. Secondo Occhiuto, il ministro degli Esteri “sta tenendo a galla il partito dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi e se non si è raggiunto l’obiettivo del 20 per cento che aveva fissato, è responsabilità di tutti”. Per il presidente calabrese, “Forza Italia è sempre stata un partito innovativo. Dobbiamo recuperare quello spirito, facendo entrare persone che vengono da mondi diversi, esterni al nostro. Si devono affrontare temi liberali e riformisti che oggi non vengono rappresentati da nessuno. Noto che si è spesso più attenti a difendere gli interessi delle corporazioni che non gli interessi del resto dei cittadini. E poi, sui diritti civili viviamo in un’epoca nella quale la sfera della sessualità è vissuta in maniera diversa. Forza Italia dovrebbe interpretare il cambiamento anche per aprire, su questi temi, una breccia all’interno del centrodestra”.

 Ma può esistere un leader di Forza Italia se i figli del Cav, Marina e Pier Silvio Berlusconi, con una parola possono delegittimarlo? “A Forza Italia – afferma ancora Occhiuto – non serve una guida carismatica, perché nessuno potrà mai eguagliare il carisma di Silvio Berlusconi. Noi siamo resilienti. E trovo naturale che i figli di Berlusconi siano interessati al futuro del partito”. Dopo la sconfitta al referendum hanno stimolato le dimissioni di Maurizio Gasparri da presidente dei senatori azzurri. E anche il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, è in bilico. “La famiglia – prosegue – non c’entra niente con queste dinamiche. La discussione su un cambio in Senato era partita prima del referendum e non ha a che fare con la sconfitta. Sarebbe utile lasciare da parte l’ansia per le tessere e i congressi, e avere un po’ di ansia in più per i temi liberali. Dobbiamo ripensarci come partito smart, moderno, anche nella comunicazione politica”. E l’idea di andare a elezioni anticipate l’alletta? “Giorgia Meloni è bravissima e non ha bisogno dei miei consigli. Ma fossi in lei andrei avanti, anche per raccogliere quello che si è seminato finora”.

Frattanto, come scrive il Fatto quotidiano, il faccia a faccia tra Marina e Tajani, fissato per giovedì 2 aprile, sarebbe saltato. L’incontro, previsto al mattino nella residenza della presidente Fininvest a Milano, sarebbe stato smentito proprio dalla primogenita di Berlusconi. Eppure, le questioni sul tavolo sono diverse. Dopo Gasparri, da Arcore si vorrebbe sostituire Barelli con Giorgio Mulè (un passo indietro ci sono Deborah Bergamini e Alessandro Cattaneo). E c’è la richiesta di fermare i congressi regionali, che Tajani si appresterebbe a vincere grazie ai famosi 250mila iscritti che alcuni, come ha fatto lo stesso Occhiuto, mettono in discussione. Secondo la ricostruzione del Fatto, in Forza Italia non rischia solo Barelli, ma anche altri fedelissimi del segretario: il portavoce Raffaele Nevi, il responsabile elettorale Alessandro Batti e quello dell’organizzazione Francesco Battistoni.

Aggiornato il 31 marzo 2026 alle ore 17:08