Strage di Ustica: verso il ritiro dell’archiviazione
Foto: Ansa

La procura sarebbe pronta a ritirare la richiesta di archiviazione del procedimento relativo alla strage di Ustica. La decisione verrà presa domani, davanti al gip di Roma, ma a far cambiare gli equilibri in campo è stata l’apertura della Francia: il governo transalpino ha notificato alla Farnesina di essere disponibile a trasmettere all’Italia tutta la documentazione relativa a quanto avvenuto la sera del 27 giugno del 1980. Quarantasei anni dopo, la fitta coltre di mistero che avvolge la morte delle 81 persone a bordo dell’aereo Dc-9 della Itavia potrebbe diradarsi. Non senza colpevole ritardo. Le indagini hanno per troppo tempo rimbalzato sul cosiddetto “muro di gomma”, creato dall’Aeronautica militare italiana e le istituzioni francesi. Domattina, i pm di piazzale Clodio depositeranno l’incartamento in cui sono presenti anche atti del Ministero della Difesa francese, che vanno dal 1981 al 1994, annunciando la volontà di proseguire nelle indagini.

Spesso “gli archivi e le carte ci vengono consegnate piene di omissis e di parti mancanti”, ha osservato il sindaco di Bologna – città dove sono conservati i resti del Dc-9 – Matteo Lepore. “Prima di dire che questi documenti hanno la soluzione della strage di Ustica dobbiamo leggerle insieme agli avvocati che tutelano i familiari sperando di capire qualcosa di più”, ha aggiunto il primo cittadino. È un segnale importante il fatto che “sia la Francia che il governo italiano si siano adoperati in questa direzione”, ha aggiunto Lepore.

“Abbiamo ricevuto una comunicazione tramite il Ministero degli Esteri”, ha commentato Alessandro Gamberini, l’avvocato dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Ustica, al Tgr Emilia-Romagna. In questi lunghi 46 anni “avevamo avuto delle risposte che erano smaccatamente menzognere o ostruzionistiche. La Francia poteva avere molti motivi per entrare in questa battaglia aerea che noi riteniamo sia dimostrata da molti elementi che si svolse attorno al Dc-9”, ha aggiunto Gamberini. Probabilmente, la Francia ha risposto positivamente alle richieste italiane anche perché il 27 giugno scorso il governo italiano si era ufficialmente opposto all’archiviazione. Forse Emmanuel Macron, che non nasconde i buoni rapporti con la premier Giorgia Meloni, in piena crisi istituzionale vuole mostrarsi disponibile con i Paesi amici.

Commissioni parlamentari, giornalisti e magistrati hanno provato per anni invano a mettere insieme i pezzi di questo puzzle. Per questo Gamberini parte relativamente prevenuto rispetto all’iniziativa francese. “Con tutta la fiducia in questa iniziativa francese voglio evitare di coltivare illusioni. Cioè dico guardiamo la documentazione”, ha detto l’avvocato dell’Associazione.

Aggiornato il 29 settembre 2026 alle ore 16:53