“Spelacchio nuovo Pasquino”, a lavoro per seconda vita

Con le feste agli sgoccioli, Roma comincia a pensare al destino di “Spelacchio”, l’abete rosso venuto dalla Val di Fiemme in Trentino e poi installato a piazza Venezia. Diventato suo malgrado famoso in tutto il mondo per l’aspetto non proprio rigoglioso delle fronde, oggetto di sfottò e ironie sul web e poi soprannominato “Spelacchio”, l’albero di Natale della “Città Eterna” dovrebbe sopravvivere in altra forma anche passate le festività. Non è sfuggita agli amministratori capitolini la fama conquistata dall’abete, prima finito al centro di polemiche natalizie contro il Campidoglio a Cinque Stelle e in un secondo momento diventato una sorta di nuovo simbolo romano, meta di turisti, romani e anche destinatario di messaggi e desideri propiziatori. “Un nuovo Pasquino”, dice ora qualcuno in Comune.

A Palazzo Senatorio bollano come “minoritaria” l’eventualità di metterlo in un museo rilanciata da indiscrezioni di stampa, ma nel frattempo l’opposizione è già partita all’attacco: “Esporre Spelacchio, l’albero di Natale più brutto del mondo, addirittura in un museo perché è molto fotografato? Avvertiamo la sindaca Raggi che anche i cassonetti stracolmi con i rifiuti per terra sono fotografati”, punta il dito il consigliere Marco Palumbo del Pd. “Roma potrebbe avere una nuova installazione ‘Spelacchio post mortem’ - gli fa eco la dem Cristina Maltese - C’è da augurarsi si tratti di una fake news”. Rincara la dose la consigliera dem Ilaria Piccolo: “L’istituzione di un nuovo museo degli errori-orrori grillini potrebbe arricchirsi rapidamente”.

Ma su Twitter l’albero di Natale di piazza Venezia è ancora una star: “Che non si dica che vado a Roma e non fotografo Spelacchio”, scrive ad esempio una donna postando la foto dell’abete. In realtà sono ancora tante le ipotesi che circolano in città per poter rendere Spelacchio “un ricordo”: dalla possibilità di collocarlo in un’altra parte di Roma, preservandone la funzione di ‘albero dei desideri’, a quella di darlo ad un artista per realizzarne una o più installazioni in strade e piazze, fino al tagliarlo in pezzettini e proporlo in vendita, come ricordo, a romani e turisti. In ogni caso la prossima settimana Spelacchio dovrebbe essere rimosso da piazza Venezia e, presto o tardi, il suo destino verrà a galla.