Molestie sessuali: Sorvino si scusa con Dylan Farrow. Addio ad Allen

Mira Sorvino come Greta Gerwig. “Non lavorerò mai più con Woody Allen”. L’attrice scrive una lettera a Dylan Farrow, la figlia adottiva del regista, che ha denunciato di aver subito molestie dal padre. Sorvino, premio Oscar nel 1996 per la miglior attrice non protagonista proprio grazie ad un film di Allen, “Mighty Aphrodite” (“La dea dell’amore”), si scusa pubblicamente con Dylan, per “non aver ascoltato le accuse della ragazza contro il padre”.

“Confesso – si legge nella lettera di Sorvino – che all’epoca in cui ho lavorato per Allen ero una giovane attrice ingenua. Avevo archiviato le accuse di molestie contro tuo padre come parte della guerra per la custodia tra Mia Farrow e lui. Mi dispiace di non aver approfondito la situazione. Da adolescente, avevo la mia copia del suo libro “Without Feathers” (“Senza piume”). Ho interpretato il ruolo di Diane Keaton in una produzione scolastica di “Play it again, Sam” (“Provaci ancora, Sam”) e sono cresciuta coi suoi film, come molti della mia generazione. Da attrice ho ottenuto il ruolo dei sogni nei panni di Linda Ash, in “La dea dell'amore”. E la libertà che mi ha dato per creare il ruolo è stata eccitante. Non siamo mai stati amici intimi. Non si è mai comportato in modo inappropriato con me e non ho mai sperimentato quello che tu hai descritto. Ma questo non scusa la mia cecità verso una storia che speravo non fosse vera. È difficile denunciare i propri eroi, i propri benefattori, verso i quali hai un debito di gratitudine per la tua carriera”.

La conclusione di Mira Sorvino è inequivocabile. “Mi dispiace, Dylan! Non posso immaginare come ti sia sentita tutti questi anni guardando colui che aveva ferito i suoi figli, mentre veniva applaudito da tutta Hollywood, me compresa. Come madre e come donna, questo mi spezza il cuore. Siamo in un’epoca in cui ogni cosa deve essere riesaminata. Questo tipo di abuso non può più essere permesso. Se questo significa tirar giù dal piedistallo gli antichi dei, così sia. Non lavorerò più con lui”.