In tv è Game of Thrones elettorale

La televisione pre-elettorale è peggio - o meglio - di Game of Thrones ottava serie. Nel senso: tutti contro tutti senza esclusione di colpi.

Il ruolo delle cattive se lo sono aggiudicato nelle ultime settimane, per chiara fama, prima di tutto Lilli Gruber, la Cersei di Approdo de La7 che ha scatenato l’indignazione dei social per un’intervista ai confini dell’imparziale e Lucia Annunziata, alla quale assegniamo honoris causa il cavalierato di Brianna di Tart, per esser diventata difensora ufficiale della Rai dagli attacchi di Jon Salvini Snow, protettore del Nord per antonomasia e difensore dai Bruti e dai morti viventi e, a quanto pare dai recenti sviluppi della saga, anche vero erede al Trono di Spade. Ma questo lo sapremo il 26 maggio.

Un cameo se l’è ritagliato in questo teatrino fantastico anche Lady Michela Murgia, nei panni di una cinica Lady Sansa di Cabras, Oristano, che, memore delle umiliazioni patite, ha deciso di diventare cattiva e non rilasciare interviste alla trasmissione Quarta Repubblica.

La dichiarazione esatta, in perfetto stile Stark è stata: “C’è un solo modo per vincere ai giochi truccati ed è non giocare”. Truccati da chi resta un mistero, come in ogni buona sceneggiatura fantasy che si rispetti.

Non poteva mancare Dito Corto Conte, il premier dell’abbraccio mortale, la “mano del re” che in conferenza stampa ma senza stampa, visto che non ha concesso ai giornalisti la possibilità di fare domande, revoca sottosegretari in punta di fioretto assumendosene però la responsabilità politica (non sia mai!) in barba alla responsabilità morale della presunzione di non colpevolezza fino al terzo grado di giudizio. Il fine giustifica i mezzi, i secoli passano, la pratica rimane.

Quale “re” sia rimasto negli spappolati Immacolati a Cinque Stelle ancora lo dobbiamo ben capire, ma siamo certi che prima o poi verrà fuori, come da copione, nelle attesissime Nozze di Sangue.

Nel contesto, banditi ormai i sensi di colpa, si sono perfettamente integrati i morigeratori culturali della Setta dei Sette dei e hanno censurato il re di Altafrnte della Cittadella del Libro di Torino, colpevole, secondo l’alto Passero Chiamparino, di essersi allontanato dalla Verità per propagandare la storia dell’eretico demone Dio della Luce che, chiaramente, non poteva che essere un dio fascista.

Ora: Lady Chiara Giannini come Melisandre non ce la vediamo molto, ma Lord Parenzo, che è chiaramente un Corvo nero, un Guardiano della Notte, a DiMartedì la incorona regina di CasaPound anche se non c’entra niente (serviva una narrazione parallela per uno spin-off).

Il torneo riprende con la cancellazione delle ultime tre puntate di Che tempo che fa di Varys Fazio, sostituite in corsa da una inderogabile informazione elettorale. Un po’ come il provvidenziale arrivo delle navi di Yara Greyjoy a sostegno di Foa Targarien, che non è biondo platino, non è donna ma recita la parte del buono che diventa cattivo e fa incendiare tutto: case, torri, uomini, donne, bambini e trasmissioni pur di riconquistare approdo del Re.

Tutto molto bello, manca solo il drago, siamo incollati allo schermo: drakaris!