Cerciello, una morte assurda

Mario Cerciello Rega è il carabiniere ucciso l’altra notte a Roma mentre cercava di fermare due rapinatori che avevano derubato una donna. Vicebrigadiere di 35 anni, Cerciello era sposato da poco più di un mese ed aveva festeggiato il compleanno da pochi giorni. La notizia del suo assassinio vola sulle pagine social di tutta Italia, che si stringe alla moglie Rosa Maria e alla famiglia.

Una morte assurda che ci riempie di dolore, un giovane valente che aveva messo la sua vita al servizio del Paese e credeva fermamente nel suo lavoro. L’omicidio è avvenuto stanotte nella capitale, nei pressi di piazza Cavour. Cerciello era in servizio con un collega in via Pietro Cossa. Intorno alle tre, un equipaggio della stazione di piazza Farnese è intervenuto per un presunto “cavallo di ritorno” di una borsa, rubata poco prima da due nordafricani. Bloccati dai militari, uno dei due ha estratto un coltello con il quale ha pugnalato il carabiniere. Uno degli otto fendenti ha colpito il cuore il militare. Trasportato d’urgenza al Santo Spirito, Cerciello è morto intorno alle quattro, dopo un tentativo di rianimazione.

Sandro Ottaviani, comandante della stazione dei carabinieri di piazza Farnese, diretto superiore di Mario Cerciello Rega, ricorda cosi il suo uomo come un ragazzo buono, un carabiniere preparato, una persona che pensava sempre al prossimo, sia durante i turni di servizio sia quando non indossava la divisa. Senza dirlo a nessuno, faceva volontariato; donava i suoi vestiti portava anche la colazione ai bisognosi; aggiunge che non è morto solo un valoroso carabiniere, ma un grande uomo.

Da diverso tempo i carabinieri come gli agenti di polizia devono fare i conti con i malviventi che girano indisturbati per Roma. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto lavori forzati in carcere dal momento della cattura del malvivente. E pensare che per la “cara” sinistra erano e sono “risorse”, ma se siamo arrivati a questo punto è solo grazie alla politica sbagliata che il Paese ha attuato.

Il sindaco di Somma Vesuviana, paese natio di Mario, proclamerà il lutto cittadino e andrà a trovare i genitori e la moglie di Mario, che attendevano invano il ritorno del loro caro proprio a Somma, dove avevano deciso di continuare la loro vita.