Coronavirus, dal plasma una possibile cura

Forse c’è una speranza. Il plasma delle persone guarite dal Sars-Cov-2, il nuovo coronavirus, è ricco di anticorpi che potrebbero essere d’aiuto nel curare l’infezione nei pazienti. È quanto sostiene il China National Biotec Group, una compagnia privata cinese, che in un comunicato informa di aver usato questo trattamento su dieci pazienti che hanno avuto miglioramenti in 24 ore, e chiede ai sopravvissuti a donare plasma per continuare la sperimentazione. Questo tipo di terapia non è nuovo nelle infezioni, ed era stato tentato ad esempio, anche se senza successo, nel caso dell’epidemia di Ebola del 2014, mentre alcuni test all’epoca della Sars, riporta un articolo poi pubblicato sul Journal of Infectious Diseases, avevano evidenziato una riduzione nella mortalità. La compagnia afferma che i pazienti hanno mostrato una riduzione nell’infiammazione e nella carica virale, con un miglioramento del livello di ossigeno nel sangue.

Intanto, un volo speciale riporterà in Italia Niccolò, il 17enne rimasto a Wuhan che per due volte non ha potuto rientrare causa febbre. Il ritorno è previsto sabato. La Cina ‘taglia’ di 108 unità, a quota 1.380, il bilancio complessivo dei morti da coronavirus aggiornato a ieri dopo i controlli effettuati sui dati dell’Hubei che hanno fatto emergere casi di conteggio doppio. La Commissione sanitaria nazionale, nei suoi aggiornamenti quotidiani, ha anche provveduto a eliminare 1.043 casi dal totale dei contagi accertati a seguito di una non meglio specificata “verifica”.

Un primo gruppo di 11 passeggeri, di 80 anni e oltre, risultati negativi ai test per il Coronavirus, è sbarcato dalla Diamond Princess, la nave da crociera messa in quarantena nella baia di Yokohama in Giappone, per essere trasferiti in alloggi protetti messi a disposizione dal governo. Lo ha confermato un funzionario del governo giapponese precisando che i passeggeri resteranno negli alloggi preposti fino alla fine della quarantena, il 19 febbraio.