Editori, secondo mandato per Andrea Riffeser Monti

Confermato presidente degli editori Andrea Riffeser Monti, del gruppo bolognese Poligrafici. Lo ha deciso l’Assemblea generale della Fieg nel segno della continuità d’azione delle imprese nella consapevolezza che “gli editori usciranno uniti dalla crisi e torneranno a crescere”. Nella relazione ai soci il presidente ha affrontato i temi più critici della crisi dell’editoria (crollo delle vendite a causa della pandemia, riduzione della raccolta pubblicitaria, aumento della cassa integrazione, concorrenza sleale della pirateria editoriale) in un quadro di ripresa che parte dall’incontro “costruttivo con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il sottosegretario per l’editoria Andrea Martella.

I problemi da risolvere per il rilancio del settore sono vasti e Riffeser Monti li ha messi in fila:

  1. Potenziamento e stabilizzazione delle misure di contrasto alla crisi (crediti d’imposta sulla pubblicità, sugli investimenti in servizi digitali e sulla carta per la stampa, aumento della percentuale di Iva forfettaria).
  2. Riequilibrio del mercato pubblicitario.
  3. Misura triennale per il sostegno della domanda di giornali in abbonamento, anche in edicola.
  4. Campagna istituzionale per la lettura dei quotidiani.
  5. Tutela del diritto d’autore e contrasto alla pirateria online.

Un pacchetto di misura per rivitalizzare il settore favorendo la diffusione dei giornali negli esercizi pubblici anche come “garanzia d’informazione di qualità e presidio contro le fake news”. Sono emersi due problemi che incidono sul futuro dell’informazione: il ruolo del giornalista nell’epoca dello smart working e la distribuzione di copie pirata dei quotidiani. La Fondazione Murialdi ha aperto una riflessione/discussione sul tema del lavoro “da remoto-agile”. Quasi tutte le redazioni dei quotidiani hanno lavorato da casa: lo smart working come misura eccezionale, limitata nel tempo. Per tornare alla normalità delle riunioni in sede, per le interviste dirette, per raccontare i fatti di cronaca raccogliendo le informazioni sul posto sembra occorrano ancora molte settimane. Le previsioni degli editori indicano primi di settembre se le condizioni sanitarie lo permetteranno.

Nel frattempo la libertà di stampa ha retto, non è stata intaccata. Ma può essere una prospettiva futura? Qualche editore ha incaricato il direttore del quo quotidiano a studiare l’ipotesi. Sarà possibile cancellare le redazioni come luoghi fisici per la creazione quotidiana del giornale e lo scambio di idee? Vi sono molti aspetti da considerare precisa l’ex direttore generale della Fnsi Giancarlo Tartaglia che sono di natura psicologica, sociologica e contrattuale. Occorre verificare quali sono gli strumenti che già esistono nel contratto di lavoro e che possono essere utilizzati in un negoziato tra editori e sindacati. Va fatta una verifica di questi quattro mesi di esperienza.

Un fenomeno sottovalutato all’inizio ma che ha destato preoccupazione crescente è stato quando in Italia ci si è resi conto che sui canali (chat condivise da migliaia di iscritti di cui la più fantasiosa si chiamava Edicola-luxuriosa) giravano copie dei giornali, recuperati da abbonamenti regolari. Si era creata una comunità di pirati. La Federazione editori ha chiesto l’intervento dell’Agcom e la Procura di Bari ha predisposto lo spegnimento dei canali pirati, tra cui quelli del sistema criptato Telegram del miliardario russo Pevel Durov. Secondo alcuni dati le imprese editoriali perdevano circa 670mila euro al giorno, circa 250 milioni in un anno.