Dossier editoria a Palazzo Chigi

A Palazzo Chigi si è insediato il nuovo sottosegretario con delega all’informazione e all’editoria. Si tratta del senatore del gruppo Forza Italia Berlusconi presidente-Udc, Giuseppe Moles, professore universitario nato a Potenza nel 1967 e componente della Commissione istruzione pubblica e beni culturali di Palazzo Madama. Anche il sottosegretario alla Giustizia, il barese Francesco Paolo Sisto di Forza Italia, è un docente universitario che ha rappresentato spesso il sindacato Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) in vari processi come parte civile a fianco dei giornalisti, finiti nel mirino delle querele-bavaglio per aver cercato nelle loro inchieste la verità. Tra le ultime difese quelle dei cronisti Paolo Borrometi e Marilù Mastrogiovanni minacciati dalle organizzazioni criminali. Due personaggi, quindi, da cui la Federazione nazionale della stampa si attende una maggiore sensibilità del passato nel difendere le ragioni della libertà di stampa.

Come osserva il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, “la difesa della qualità dell’informazione richiede interventi urgenti sul mercato del lavoro, dove è necessario contrastare il precariato dilagante e assicurare retribuzioni dignitose a migliaia di giornalisti privi di diritti e tutele”. Due sono poi le priorità: varare una nuova legge di sistema dell’editoria e mettere in sicurezza l’Istituto di previdenza (Inpgi) che continua a presentare bilanci in rosso, a causa della crisi economica, del crollo degli introiti della pubblicità e dell’eccessivo ricorso, da parte delle aziende editoriali, ai pre-pensionamenti (a spese dell’istituto e non dello Stato, come per le altre categorie di lavoratori).

I vertici della Fnsi, nell’augurare buon lavoro ai due sottosegretari, chiedono che si possa al più presto avviare il confronto con le parti sociali sui numerosi dossier aperti a Palazzo Chigi e che riguardano la tenuta e il rilancio di un settore vitale per la democrazia. Negli ultimi tempi, i pericoli per il mondo dell’informazione sono aumentati. È sempre più evidente che il diritto dei cittadini, ad una informazione plurale e di qualità, si garantisce assicurando condizioni di sostenibilità economica a tutto il settore.

A Palazzo Chigi giace una lettera congiunta di editori, giornalisti, edicolanti in cui chiedono interventi urgenti per salvare l’informazione in un momento di evoluzione strutturale verso il digitale e appesantita dall’emergenza sanitaria da Covid. Sono quattro i punti segnalati: salvaguardare l’indipendenza economica ed il pluralismo; assicurare la capillarità della diffusione dell’informazione; garantire i livelli occupazionali e il welfare del settore; preservare la rete delle edicole, come presidio necessario per garantire accesso all’informazione a tutti i cittadini.

Facendo un giro nelle stazioni ferroviarie e nelle grandi città, si osserva un numero crescente di edicole che chiudono alle 14 per riaprire il mattino successivo. In alcuni piccoli Comuni, a causa dei disagi dei mezzi di trasporto, non arrivano più giornali quotidiani e periodici. È esploso di nuovo il fenomeno dei siti web pirata. Dopo le indagini della Guardia di finanza di Bari, sono stati chiusi finora 329 canali e gruppi di utenti presenti sulla piattaforma di messaggistica “Telegram”. Le attività investigative hanno consentito di individuare alcuni siti pirata, che avevano posto a disposizione del pubblico l’intero contenuto di giornali, riviste, libri, permettendo di scaricarli illecitamente e senza pagare. Per la Fnsi urge che l’Italia recepisca la direttiva europea sul copyright.