Il Senegal conquista la Coppa d’Africa al termine di una finale interminabile e carica di tensione, superando il Marocco dopo i tempi supplementari allo Stade Prince Moulay Abdallah di Rabat. A decidere l’atto conclusivo è stato Pape Gueye, a segno nei primi minuti dell’extra-time, al culmine di una partita spezzata, nervosa e segnata da episodi che ne hanno condizionato profondamente l’andamento, risolta solo oltre il 120° minuto. La sfida era scivolata ai supplementari dopo il clamoroso rigore fallito da Brahim Díaz al 114’ dei tempi regolamentari: il fantasista del Real Madrid ha tentato un pallonetto orribile, ma Édouard Mendy è rimasto immobile, respingendo il tiro e ammutolendo lo stadio. Un momento chiave, che ha spostato inerzia e tensione emotiva dalla parte dei Leoni della Teranga.
Negli ultimi minuti regolamentari della finale di Coppa d’Africa, infatti, si è concentrata una sequenza di episodi difficili da dimenticare: due decisioni arbitrali contestate, un rigore “a cucchiaio” parato e, nel mezzo, l’abbandono del campo da parte di una squadra per protesta. Marocco e Senegal si sono affrontati con i padroni di casa sostenuti dal pubblico e dal vantaggio di giocare nel Paese ospitante. Eppure, nonostante scelte arbitrali ritenute penalizzanti, è stato il Senegal a sollevare il trofeo, per la seconda volta nella sua storia. Il caos ha preso forma nei minuti di recupero del secondo tempo. Al 92’, sullo 0-0, il Senegal aveva trovato il gol con Ismaïla Sarr, ma l’arbitro annulla tutto per un fallo fischiato pochi istanti prima: una trattenuta giudicata molto lieve, che scatena le proteste senegalesi. Al 97’, quando la partita sembrava destinata a spegnersi, è arrivato un altro episodio controverso: rigore assegnato al Marocco per un contatto dubbio su Brahim Díaz.
A quel punto l’allenatore del Senegal ordina ai suoi di lasciare il campo in segno di protesta, convinto che il Marocco stia beneficiando di un trattamento di favore. Il gioco resta fermo per circa un quarto d’ora, prima di riprendere con la battuta del rigore, potenzialmente decisivo. Brahim Díaz, fino a quel momento tra i migliori del torneo, sceglie il cucchiaio: Édouard Mendy resta in piedi e respinge, completando una delle parate più iconiche della competizione. Dopo l’errore dal dischetto il Marocco prova a reagire, sospinto dal pubblico di casa, ma fatica a ritrovare lucidità e ordine. Il Senegal, invece, cresce alla distanza e nei supplementari colpisce con Gueye, chiudendo una Finale che aveva assunto i contorni della battaglia nervosa prima ancora che tecnica.
I Leoni della Teranga erano arrivati all’ultimo atto eliminando l’Egitto di Mohamed Salah, mentre il Marocco si era guadagnato la finale superando la Nigeria ai rigori. Con questo successo il Senegal aggiunge la seconda Coppa d’Africa alla propria bacheca, dopo quella conquistata nel 2021. Per il Marocco resta la delusione di una sconfitta davanti al proprio pubblico, ma anche la conferma di un percorso solido: dai risultati storici ai Mondiali in Qatar alla crescita del settore giovanile, il progetto avviato oltre un decennio fa continua a rafforzare una presenza stabile ai vertici del calcio continentale. Ma a far festa, stavolta, è il Senegal.
Aggiornato il 19 gennaio 2026 alle ore 16:49
